In occasione del quarto anniversario della sua morte, è
uscito in questi giorni “Lasciami, non trattenermi”, una raccolta di poesie
inedite di Mario Luzi. Il titolo del libro deriva dalla sua ultima poesia. Il
volume raccoglie infatti le poesie scritte da Luzi nel suo ultimo anno di vita.
Si tratta di vari testi, che il poeta aveva iniziato a riordinare, recuperati
da dattiloscritti e autografi, con evidenti segni d’autore, accompagnati da una
sorta di monologo sulla propria vicenda coniugale e indirizzato alla propria
sposa.
Mario Luzi era nato a Firenze nel 1914. Stimato come uno fra
i maggiori poeti italiani contemporanei, fu fra i fondatori dell’ermetismo.
Molti critici hanno considerato gli anni cinquanta come il periodo migliore
della poesia di Luzi, quando la sua opera diventa esperienza esistenziale. Le
sue poesie riflettono un’inquietudine profonda che si traduce in paesaggi
tetri, aspri, e nella costante ricerca di un ponte tra essere e divenire,
mutamento e identità, tempo ed eternità, nell'incerta speranza che questo possa
in qualche modo lenire la penosa insensatezza del vivere. La sua è una poesia
d’elezione, intesa come pratica salvifica da una vita apparentemente priva di
senso.
Nel 2004, pochi mesi prima della morte, il presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nominò senatore a vita per la sua grande
attività poetica, intellettuale e sociale.
Valentina Casini - DEApress
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