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Appello - contro il nucleare

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Cari tutti,

vi riportiamo l'appello promosso dal neonato Comitato per un'alternativa energetica.

Si tratta di un testo contro le politiche dell'attuale governo orientate al ritorno alla
produzione di energia nucleare, che conta fra i propri sottoscrittori nomi illustri di
personaggi del mondo della politica, della scienza e della cultura.

Per aderire all'appello basta collegarsi al link:
http://www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=22&Itemid=86


Segue il testo dell'appello (reperibile anche al link
http://www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_content&view=article&id=62&Itemid=82)

Il 24 novembre 2008, a Roma si costituirà il Comitato per un’alternativa energetica,
basata sulle fonti rinnovabili e il risparmio, anziché su un ingiustificato aumento dei
consumi e sull’uso delle fonti fossili e di quella nucleare, come propone il Governo. 
Berlusconi e il suo esecutivo, nel quadro del progettato rilancio del nucleare,
promettono di individuare entro sei mesi i territori destinati ad ospitare le centrali,
violando così una precisa volontà popolare espressa con un referendum che a grande
maggioranza aveva deciso di chiudere con il nucleare.

Non aspetteremo che siano individuati i siti nucleari per opporci a questa scelta e non
lasceremo sole le località che rischiano di subire una decisione antidemocratica, calata
dall’alto e per di più militarizzata nell’attuazione.

Sosterremo il diritto delle popolazioni locali a fare valere la loro opinione anche, se
necessario, con referendum territoriali, tanto più che costruire nuove centrali nucleari
contrasterebbe con l’impostazione dei piani Energetico Ambientali Regionali già
approvati. Porteremo in ogni luogo una battaglia delle idee, la controinformazione e per
questo sollecitiamo la preziosa collaborazione del mondo scientifico e di quello
intellettuale e di quanti possono contribuire in tutte le forme democratiche a
sensibilizzare l’opinione pubblica: il nucleare è una scelta che va contrastata e
sconfitta nel paese.

A questo scopo diamo vita ad un Comitato attraverso il quale organizzare, insieme a
tutti gli altri soggetti associativi che si mobiliteranno sul territorio, il rifiuto
popolare di questa tecnologia intrinsecamente insicura e incapace di smaltire i rifiuti
radioattivi che produce.

L’obiettivo che ci poniamo è di fare avanzare un’altra proposta di politica energetica
basata sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, la sola scelta che permette
di dare energia pulita al paese e contemporaneamente di ridurre le emissioni
climalteranti. In linea quindi con gli obiettivi  che l’Unione Europea renderà
vincolanti nei prossimi mesi: ridurre, entro il 2020,  del 20%, forse del 30% i gas
serra attraverso un aumento del 20%, sia dell’efficienza energetica che delle fonti
rinnovabili, mentre il Governo Berlusconi sta apertamente boicottando gli orientamenti
europei rispetto al raggiungimento dell’autonomia energetica e del sostegno agli
obiettivi di Kyoto.

Sono questi parametri i punti di riferimento di un nostro Piano Energetico Nazionale, 
la cornice entro la quale iscrivere le singole azioni, le scelte tecnologiche,  la
riconversione ecologica delle industrie più energivore, la riduzione dei rifiuti, il
cambiamento del peso del trasporto individuale e su gomma.

Ci proponiamo di elaborarlo con il concorso più ampio delle popolazioni, sottoponendolo
al giudizio dei cittadini, anche attraverso la presentazione di un progetto di legge di
iniziativa popolare.

La nostra non sarà la sola iniziativa contro questa scelta sciagurata del Governo  e
quindi è nostra volontà coordinarci con tutte le altre strutture di mobilitazione, con
le associazioni ambientaliste, con le persone del mondo della cultura e della scienza,
con i sindacati, con le Regioni, con i Comuni disponibili.

Gli argomenti possono essere diversi ma ciò che conta è unire le forze sull’obiettivo
comune di una nuova politica energetica e del NO al nucleare.

Berlusconi e i suoi ministri cercano di convincere che compiono questa scelta in nome
della lotta ai cambiamenti climatici e per garantire energia abbondante e poco costosa
al paese rafforzando anche la sua autonomia energetica.

Queste affermazioni sono entrambe false: il nucleare non serve né a combattere i
cambiamenti climatici né a ridurre la bolletta energetica del paese e per di più è un
enorme consumatore di acqua, bene sempre più scarso.

Va quindi rifiutato per le seguenti ragioni:

1. l’uranio non è una risorsa né rinnovabile né sostenibile, limitata nelle quantità e
nel    tempo, che per di più ha visto i suoi costi aumentare in modo vertiginoso.

2. non è affatto senza emissione di CO2 perché ne produce per l’estrazione del 
combustibile, durante la costruzione della centrale e nella fase del suo smantellamento.

3. nessuno dei problemi segnalati dalla tragedia di Cernobyl è stato risolto e quindi il
nucleare civile continua ad avere problemi di sicurezza per le popolazioni non risolti
anche durante il funzionamento ed un enorme impatto ambientale legato alla produzione di
scorie radioattive che inevitabilmente si accumulano nell’ecosistema e graveranno sulle
future generazioni per migliaia di anni. Va ricordato che in presenza di impianti
nucleari è obbligatorio un piano di evacuazione delle popolazioni in caso di incidente
grave, con l’abbandono di ogni attività, con pesanti restrizioni per le persone come
vivere sigillati in casa.

4. espone il mondo a rischi di proliferazione delle armi nucleari e al terrorismo, del
resto questo è l’argomento che viene portato contro l’Iran poiché la tecnologia in uso è
stata pensata per produrre plutonio e la generazione di energia elettrica ne è un
sottoprodotto.

5. non è in grado di risolvere né il problema energetico né quello del cambiamento
climatico, infatti le risorse di uranio, già oggi scarse, non sarebbero sufficienti di
fronte ad un aumento ulteriore della domanda ed è quindi inutile sperare di aumentare la
capacità installata in maniera tale da coprire una quota significativa della nuova
domanda di energia, né di sostituire la quota fossile.

6. ha dei costi economici e finanziari diretti ed indiretti troppo elevati che in realtà
gravano sulla società e sulle finanze pubbliche e inoltre è una tecnologia che usa e
spreca enormi quantità d’acqua.

7. comporta un modello di generazione di energia centralizzato, basato su centrali di
elevata potenza, che non garantiscono sicurezza e tanto meno assicurano il diritto
all’energia diffusa nel territorio. Infatti il nucleare è un modello che richiede
sistemi di gestione autoritari, centralizzati ed antidemocratici . Non a caso le
centrali nucleari civili vengono considerate come gli altri siti energetici alla stregua
di siti militari.

E quindi irrealistico pensare di uscire dai fossili rilanciando il nucleare, anzi in
Francia una massiccia presenza del nucleare (78%) si accompagna ad un consumo pro capite
di petrolio maggiore che in Italia.

Uscire dal petrolio e dalle energie fossili e non rinnovabili senza il nucleare si può.

E’ matura, tecnologicamente ed economicamente, una scelta energetica a favore del
risparmio energetico  e  delle energie rinnovabili che un programma  di incentivi
pubblici e l’utilizzo della leva fiscale possono e devono promuovere.

Il paese può e deve essere più efficiente e non sprecare energia.

Questo è il primo obiettivo che ci proponiamo. Si calcola che metà dei consumi
energetici italiani sono in realtà sprechi derivanti da usi poco razionali ed
inefficienti dell’energia. Si può puntare molto in alto con il risparmio energetico,
fino a risparmiare il 50% dell’energia oggi usata per garantire i servizi di
illuminazione, riscaldamento, rinfrescamento, mobilità, usi industriali. Sono necessari
interventi per aumentare l’efficienza dell’uso dell’energia e per correggere gli
sprechi, sviluppando politiche di sufficienza diffusa nel territorio può portare a
ridurre i consumi di energia, pur mantenendo standard elevati di vita, e per questo
occorre puntare a risparmi significativi sia per il sistema economico che per il
rispetto degli impegni di Kyoto, peraltro già oggi insufficienti di fronte ai
cambiamenti climatici.

E’ possibile e realistico puntare all’obiettivo di procurare al paese gran parte
dell’energia che gli è veramente necessaria attraverso le fonti rinnovabili.

Lo si può fare, come dimostrano le esperienze di molti paesi, Germania e Spagna in
particolare incentivandone l’installazione diffusa con  lo strumento del “conto energia”
che ha dimostrato nei paesi che l’hanno adottato di funzionare e aumentare notevolmente
la capacitaà rinnovabile installata.

Sono due strade alternative:

quella del Governo non garantisce autonomia energetica al paese è antidemocratica,
costosa, pericolosa per la salute delle persone e  l’ambiente, oltre che poco utile per
ridurre le emissioni climalteranti e ci isola dall’Europa.

La politica energetica da noi indicata invece  riduce la nostra dipendenza energetica,
sviluppa la ricerca e l’innovazione nelle attività produttive, fornisce i servizi
energetici usando fonti rinnovabili (un barile di petrolio corrisponde ad un metro
quadrato di pannello solare) che non alterano il clima e che sono diffuse sul territorio
e quindi facilmente controllabili dalle popolazioni, oltre a promuovere un diverso
sviluppo, creando nuova occupazione di qualità.

Questa è l’alternativa che proponiamo.

Sono queste le ragioni per cui decidiamo di promuovere un Comitato per il No al Nucleare
e per il SI ad una politica energetica alternativa di risparmio e sviluppo delle fonti
rinnovabili e per questo convochiamo un’Assemblea aperta a Roma lunedì 24 novembre, alle
ore 14 presso il centro Congressi di via Frentani 4, aperta a tutti i contributi.

Roma, 11/11/2008

I promotori

Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Mario Albanesi, Fabio Alberti, Giuseppe Amari,
Marcello Amendola, Antonio Amoroso, Valentina Araldi, Franco Arqada, Alessandro
Baldussi, Fulvia Bandoli, Angelo Baracca, Andrea  Baranes, Vittorio Bardi, Paola
Barassi, Katia Bellillo, Giovanni Bellini, Natale Belosi, Paolo Berdini, Giorgio
Beretta, Giovanni Berlinguer, Maddalena Berrino, Marco Bersani, Massimo Binci, Elio
Bonfanti, Massimo Bongiovanni, Roberto Brambilla, Giorgio Braschi, Antonio Bruni, Mauro
Bulgarelli, Paolo Cacciari, Paolo Cagna Ninchi, Luisa Calimani, Alberto Calza Bini,
Valerio Calzolaio, Maria Campese, Elisa Cancellieri, Sergio Caserta,  Antonio Canu,
Luisella Caria, Gianni Cabinato, Mario Carucci, Bruno Ceccarelli, Carlo Cellamare, Paolo
Cento, Franco Chiaramonte, Giuseppe Chiarante, Angelo Chiattella, Lilia Chini, Giuseppe
Ciliberto, Marcello Cini, Paolo Ciofi, Nicola Cipolla, Tullio Cipriano, Lisa Clark,
Flavio Conti, Elisa Corridoni, Giorgio Cremaschi, Alberto Deambrogio, Walter De Cesaris,
Paolo De Marchi, Loredana De Petris, G.Carlo Desiderati, Sandro Del Fattore, Paolo Del
Vecchio, Tana De Zulueta, Valeria Di Blasio, Pino Di Maula, Piero Di Siena, Pippo Di
Falco, Raffaele Decimo, Angelo Diciotti, Anna Donati, Antonio Faggioli, Franco Ferretti,
Lodovico Ferrone, Alessandra Filabozzi, Antonio Filippi, Domenico Fininguerra, Dario Fo,
Pietro Folena, Antonio Fiascone, Primo Galdelli, Giuseppe Gavioli, Sergio Gentili,
Alfonso Gianni, Roberto Gili, Giovanna Giorgetti, Giampiero Godio, Alfiero Grandi,
Pietro Greco, Umberto Guidoni, Margherita Hack, Maria Dolores Lai, Nicoletta La Gioia,
Giorgio Lion, Mirko Lombardi, Michele Losappio, Simone LoSavio, Simonetta Lombardo, Anna
Luise, Ombretta Luongo, Walter Mancini, Nicoletta Marietti, Giuliano Martinetti,
Dionisio Masella, Gianni Mattioli, Ugo Mazza, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Roberto
Meregalli, Massimo Mezzetti, Maria Pia Montesi, Sandro Morelli, Roberto Musacchio,
Maurizio Mugolino, Gianni Naggi, Antonella Nappi, Alfonso Navarra, Amalia Navoni,
Giorgio Nebbia, Luca Nencini, Nicola Nicolosi, Alfio Nicotra,  Ferruccio Nobili, Corrado
Oddi, Giovanni Oliva, Stefano Oriano, Michela Ottavi, Moni Ovadia, Elio Pagani, Manuela
Palermi, Gianni Palumbo, Milena Pari, Giorgio Parisi, Renato Patrito, G.Paolo Patta,
Dijana Pavlovic, Corrado Perna, Ciro Pesacane, Graziano Pestoni, Paolo Pietrangeli,
Tommaso Pirozzi, Silvana Pisa, Carlo Podda, Giuseppe Pinna, Franca Rame, Carla Ravaioli,
Francesca Redavid, Simona Ricotti, Giovanna Ricoveri, Giorgio Riolo, Natale Ripamonti,
Elio Romano, Franco Russo, Mario Sai, Nanni Salio, J.Claude Saroufin, Vittorio Sartogo,
Massimo Scalia, Enzo Scandurra, Tomas Schmid, Giorgio Schultze, Massimo Serafini, Monica
Sgherri, Gianni Silvestrini, Massimiliano Smeriglio, Tommaso Sodano, Pietro Soldini,
Morando Soffritti, Pier Luigi Sostaro, P.Luigi Sullo, P.Giorgio Tiboni, Massimo Torelli,
Aldo Tortorella, Massimo Totorelli, Gabriele Trama, Claudio Treves,  Lucio Triolo,
Pierattilio Tronconi, Anita Uccheddu, Jacopo Venier, Francesco Vignarca,  Vincenzo Vita,
Alberto Vitali, Alex Zanotelli, Angelo Zola, Umberto Zona

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