La FAO denuncia la situazione di emergenza alimentare nei Paesi poveri e in via di sviluppo: dal 2007 è aumentato di 75 milioni il numero delle persone che soffrono di fame, raggiungendo quota 925 milioni di persone. Il direttore generale della Fao, Jaques Diouf, capo dell'agenzia Onu ha esposto a Roma, presso una audizione parlamentare alla presenza delle commissioni congiunte di Affari Esteri e Agricoltura della Camera e Senato, la nuova relazione sulla conta degli affamati del mondo in cui emergono i nuovi dati. L'audizione si inserisce nell'ambito di un'indagine conoscitiva avviata dal Parlamento italiano sugli effetti del vertice mondiale sull'emergenza cibo, organizzato proprio dalla Fao, sotto l'egida dell'Onu, nel mese di giugno a Roma.
La Fao ha annunciato che il problema della fame si è ulteriormente aggravato e il prezzo da pagare è 30 miliardi di dollari all'anno, quindi per risolvere la crisi dovrà farsene carico l'intera comunità internazionale. Diouf definisce la gravità "di proporzioni" e si dovrà raddoppiare la produzione alimentare per sfamare i 9 miliardi di abitanti che popoleranno il pianeta entro il 2050. Una delle cause individuate per l'incremento della fame sono l'impennata dei prezzi delle materie prime agricole.
L'ANSA comunica: "Dopo il +12% registrato tra il 2005 ed il 2006 ed il +24% del 2007, nei primi sette mesi dell'anno l'indice Fao dei prezzi alimentari ha registrato un aumento di circa il 50%. Un incremento di cui i disordini civili registrati nei Paesi poveri nei mesi passati erano solo un avvisaglia. E le previsioni della Fao stimano ulteriori aumenti dei prezzi anche nel 2008. "Nonostante previsioni migliori per la produzione cerealicola mondiale, che dipenderà dall'aumento delle superfici investite soprattutto nella Federazione Russa - ha spiegato Diouf - i prezzi resteranno ancora sostenuti per diversi anni e nei paesi poveri la crisi alimentare continuerà". La ricetta della crisi è anche l'unica possibile: maggiori risorse economiche, stimate in 30 miliardi di dollari all'anno. Poca cosa, secondo Diouf se paragonati al sostegno che i Paesi Ocse danno al proprio settore agricolo, che ammonta a 376 miliardi di dollari, e alle spese per gli armamenti che hanno raggiunto, nel 2006, i 1204 miliardi di dollari. Nel contesto dei Paesi donatori, Diouf ha sottolineato che l'Italia, nel 2008, "é uno dei Paesi che ha più contribuito ai fondi fiduciari della Fao" ha aggiunto Diouf, precisando anche la consistenza dell'impegno italiano: 100 milioni di euro, annunciati nel 2002, di cui 87 sono stati già versati. I finanziamenti italiani hanno permesso di realizzare 29 progetti in 41 Paesi, oltre a progetti regionali in 15 Paesi della Comunità dei Caraibi e in 15 Paesi insulari del Pacifico. La prossima tappa della lotta alla fame sarà il G8, con la presidenza italiana, occasione in cui l'Italia, secondo Diouf si giocherà "una responsabilità storica".
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






