Da Canova a Volpedo
Giovedì 28 Febbraio 2008 18:10
Roma - Antonio Canova e 'Il quarto stato' di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Questi i due estremi della mostra che il complesso delle Scuderie del Quirnale di Roma dedica all'Ottocento italiano: un secolo, spesso considerato minore, vittima di ostracismi gravi - non ultimo quello del critico Roberto Longhi - ma che invece ha rappresentato un fondamentale spartiacque, nell'arte come nel processo di unificazione nazionale. Centotrenta le opere in esposizione, da domani al 10 giugno, che ripercorrono, attraverso l'esperienza di 72 autori, l'evoluzione della concezione dell'arte e delle modalità della rappresentazione: dalla stagione neoclassica napoleonica, a quella romantica, dall'esperienza dei 'macchiaioli' alla creatività rivoluzionaria degli scapigliati. A segnare l'intero percorso alcuni capolavori, universalmente riconosciuti che cristallizzano, in momenti significativi, l'evoluzione del fare arte in quel delicato periodo che segnò il passaggio dall'Ottocento al Novecento: da Canova ad Appiani, da Palagi a Francesco Hayez ('Il bacio', 'La congiura dei Lampugnani, 'Betsabea al bagno', 'un pensiero malinconico'), dai vedutisti della scuola di Posillipo, come Carelli e Gigante e Duclere, a Fattori ('Le macchiaiole', 'La rotonda dei Bagni Palmieri'), Lega e Signorini.
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Febbraio 2008 20:16 )