Man mano che incominciano ad essere noti i programmi elettorali dei vari partiti si resta allibiti difronte al futuro linguistico che ci preparano. Antonio Di Pietro in uno dei suoi 11 punti parla esperessamente di insegnamento di inglese sin dall’asilo mentre il Partito Democratico in uno dei suoi 12 punti parla di insegnamento di una materia direttamente in inglese. Non conosciamo ancora i programmi degli altri, ma non c’e’ da sperare molto.
Ovviamente il vecchio vizio italico di correre in aiuto dei vincitori, in questo caso la cultura della mondializzazione senza ragionare, del mercato perché è di moda, ecc. e’ troppo forte perche’ qualcuno riesca a pensare agli interessi degli elettori, che in momento in cui non arrivano alla terza settimana, non hanno certo soldi da spendere per programmi aggiuntivi di insegnamento dell’inglese, che andrebbero solo a vantaggio degli insegnanti di madrelingua inglese che verrebbero assunti.
Notiamo solo che il candidato democratico Obama, a cui Veltroni cerca di somigliare, si fa propaganda anche in esperanto: http://www.dotsub.com/films/yeswecan/index.php?autostart=true&language_setting=eo_2677 .
Contemporaneamente anche in Svizzera (dove non hanno problemi di terza settimana) 27 parlamentari hanno sottoscritto una proposta di legge sempre a favore dell’esperanto. Forse noi abbiamo veramente soldi da buttare.
Comuque, a parte il contenuto, anche il linguaggio del programma del Partito Democratico e’ talmente intriso di parole inglesi da suscitare un divertito comunicato del Partito Socialista, che merita di essere copiato per intero:
"IMPROVE YOUR ENGLISH....con il Programma del Partito Democratico"
lunedì 25 febbraio 2008
Da una seppur veloce lettura delle 37 pagine del Programma del Partito Democratico abbiamo annotato una sequenza di termini anglosassoni che qui di seguito riportiamo: Benchmarking, Spoil system, Intelligence, Hub, Partnership, Core Business, Performaces, Private Equity, Stalking, Energy intensive e Saving, Carbon Tax, Competitors, Green Land, Brown Lands, High Tech, Flexsicurity, Social Housing, Best Practices, Social Network, Biotech, Policy e così via, con almeno altri 20 termini sempre strettamente britannici. Verrebbe da chiedere agli estensori del programma del Pd, per quale vezzo abbiano preferito un "Social Housing" ad un più comprensibile "Edilizia Popolare", però ora tutti noi sappiamo che se la ricetta Made in England proposta dal Pd non riuscirà a salvare l'Italia dal declino economico, morale e dai tanti problemi che l'affliggono, almeno contribuirà a migliorare l'inglese di tutti.
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