Contropiano lancia un appello per una nuova e grande manifestazione popolare, a livello nazionale, che si terrà il 1 marzo a Roma , per chiedere il ritiro immediato della truppe italiane da tutti i fronti di guerra, in modo da poter destinare le spese del settore militare per le assai più urgenti esigenze sociali.
In questi due anni abbiamo visto le spese militari crescere del 24% e l'ampliamento della presenza di basi militari USA e NATO nel nostro paese. E' il caso di Vicenza, dove ben tre manifestazioni nazionali e l'opposizione popolare
hanno fatto capire molto chiaramente che la nuova base al Dal Molin non si deve costruire, ma parliamo anche di Camp Darby, Sigonella, Taranto.
Abbiamo visto progettare nuovi luoghi di guerra come l'impianto per l'assemblaggio degli F 35 a Novara e l'adesione - quasi segreta - dell'Italia allo Scudo missilistico statunitense o alla cooperazione militare con Israele. Abbiamo verificato che il governo ha mantenuto l'embargo contro la già stremata popolazione palestinese di Gaza o che circa 90 bombe nucleari USA sono ancora stoccate nelle basi di Ghedi ed Aviano.
Il Consiglio dei Ministri del decaduto governo Prodi, ha reiterato - tra i suoi ultimi atti istituzionali - il decreto che rifinanzia e mantiene le missioni militari italiane in Afghanistan, Balcani, Libano, Africa. Questo decreto dovrà essere approvato in Parlamento.
La sua bocciatura metterebbe in seria crisi la partecipazione e la complicità del nostro paese con la guerra permanente in corso dal 2001 in diverse regioni del mondo e che rischia una nuova escalation in aree come i Balcani e l'Iran. Contropiano lancia questo appello per scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso insieme a tutte le reti, le associazioni, i soggetti che hanno animato in questi anni il movimento contro la guerra.
In questi due anni abbiamo visto le spese militari crescere del 24% e l'ampliamento della presenza di basi militari USA e NATO nel nostro paese. E' il caso di Vicenza, dove ben tre manifestazioni nazionali e l'opposizione popolare
hanno fatto capire molto chiaramente che la nuova base al Dal Molin non si deve costruire, ma parliamo anche di Camp Darby, Sigonella, Taranto.
Abbiamo visto progettare nuovi luoghi di guerra come l'impianto per l'assemblaggio degli F 35 a Novara e l'adesione - quasi segreta - dell'Italia allo Scudo missilistico statunitense o alla cooperazione militare con Israele. Abbiamo verificato che il governo ha mantenuto l'embargo contro la già stremata popolazione palestinese di Gaza o che circa 90 bombe nucleari USA sono ancora stoccate nelle basi di Ghedi ed Aviano.
Il Consiglio dei Ministri del decaduto governo Prodi, ha reiterato - tra i suoi ultimi atti istituzionali - il decreto che rifinanzia e mantiene le missioni militari italiane in Afghanistan, Balcani, Libano, Africa. Questo decreto dovrà essere approvato in Parlamento.
La sua bocciatura metterebbe in seria crisi la partecipazione e la complicità del nostro paese con la guerra permanente in corso dal 2001 in diverse regioni del mondo e che rischia una nuova escalation in aree come i Balcani e l'Iran. Contropiano lancia questo appello per scendere in piazza a manifestare il proprio dissenso insieme a tutte le reti, le associazioni, i soggetti che hanno animato in questi anni il movimento contro la guerra.
Matteo Gazzarri - DEApress
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