L’appello del Papa era atteso: la vita deve essere ‘tutelata’ e ‘servita’ sempre, ‘ancora più quando è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale’. Nella domenica in cui si celebra la trentesima Giornata per la vita, Benedetto XVI ha rinnovato il proprio monito contro aborto ed eutanasia.
E parole pronunciate prima dell’angelus, in Piazza san Pietro gremita. I ginecologi romani di Tor Vergata, La Sapienza, Cattolica e Campus biomedico hanno scritto un documento nel quale sono tutti favorevoli al tenere in vita i bimbi prematuri.
“Un neonato vitale in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente” hanno scritto i ginecologi prendendo posizione in caso di Aborto Terapeutico e anche senza il consenso della madre.
“La civiltà di un popolo – ha aggiunto il Papa – si misura dalla sua capacità di servire la vita. Ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere”.
Il tema della revisione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza si è riaperto – ed infiammato – negli ultimi mesi anche per la proposta di moratoria sull’aborto lanciata da Giuliano Ferrara, direttore de Il foglio e dai movimenti a favore del concepito. E da Milano ieri si è levata anche l’esortazione a fare un ‘esame di coscienza’ da parte del cardinale Dionigi Tettamanzi alla guida della diocesi ambrosiana.
E parole pronunciate prima dell’angelus, in Piazza san Pietro gremita. I ginecologi romani di Tor Vergata, La Sapienza, Cattolica e Campus biomedico hanno scritto un documento nel quale sono tutti favorevoli al tenere in vita i bimbi prematuri.
“Un neonato vitale in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente” hanno scritto i ginecologi prendendo posizione in caso di Aborto Terapeutico e anche senza il consenso della madre.
“La civiltà di un popolo – ha aggiunto il Papa – si misura dalla sua capacità di servire la vita. Ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere”.
Il tema della revisione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza si è riaperto – ed infiammato – negli ultimi mesi anche per la proposta di moratoria sull’aborto lanciata da Giuliano Ferrara, direttore de Il foglio e dai movimenti a favore del concepito. E da Milano ieri si è levata anche l’esortazione a fare un ‘esame di coscienza’ da parte del cardinale Dionigi Tettamanzi alla guida della diocesi ambrosiana.
Giovanna Hollesch - DEApress
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