
Dal 2 febbraio al 22 marzo p.v. presso Galleria PivArte Via Azzo Gardino 8 Bologna si terrà la collettiva dal titolo “Le fiabe e il disincanto” a cura di Maria Vittoria Berti che vuole essere un'indagine che si svolge sul punto di frattura tra i sogni e la realtà, l'età infantile e l'età adulta, lo scarto inevitabile tra cio' che un tempo ci si attese ed il rapporto con le cose che realmente hanno atteso noi, l'interiorità che conserva un angolo azzurro ed il mondo esterno che ci sbatte in faccia le proprie durezze, il confronto tra l'io che crediamo di essere e l'io di cui dobbiamo prendere coscienza, il doppio aspetto delle cose.
Ognuno dei sette artisti chiamati a partecipare alla collettiva, alcuni dei quali molto giovani, ha interpretato secondo se stesso quell'atto di crescita e di disillusione, con differenti tecniche e differenti intenti, esplicando aspetti diversi e spesso difficili, giungendo a diverse conclusioni.
Si viaggia cosi' tra le metamorfosi dei personaggi di Elena Rapa, malinconici esseri a cui la coscienza ha donato sembianze che non sono piu' ne' umane ne' fantastiche, caricate di un forte spessore psicologico, rimaste attonite perche' sorprese a metà di quell'evoluzione genetica che le sta modificando, come se qualcuno avesse d'improvviso aperto la porta del laboratorio in cui si compie il mutamento, piene di impaurita poesia, ancora sospese tra l'incanto ed il timore dell'ignoto mondo a cui sono destinate, e la violenza con cui Oscar Colombo ci racconta di quanto attimi che battono per noi senza alcun accento bastino perche', per qualcuno, tutto si annulli e si compia.
Pochi minuti, pochi soltanto, per dare fine a tutto.
Una sequenza breve, in quattro atti sintetici, in cui l'orario segnato ci tiene stretti alla brevità in cui l'azione si svolge, da guardarsi tutta d'un fiato come una striscia di pellicola. Del suo personaggio ci racconta solo l'attimo estremo, il momento piu' lungo, che per noi non e' altro che un quarto d'ora senza significato. Per informazioni: Galleria PivArte Via Azzo Gardino, 8 Bologna Ingresso libero
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