Ancora una volta l’Auditorium Parco della Musica di Roma si è confermato uno dei poli culturali più attrattivi e dinamici della capitale.
Un vero e proprio “meeting point” per gli addetti ai lavori e per il pubblico che si mantiene fedele all’anima culturale della città partecipando con entusiasmo alle kermesse in programma nel corso dell’anno.
Dal 27 ottobre al 4 novembre 2011 le ampie sale progettate dall’Architetto Renzo Piano hanno ospitato la sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Un appuntamento fisso per esperti e appassionati di cinema che si sono concessi un vero e proprio full-immersion a 360° gradi nella settima arte.
Una settimana ricca di eventi con risonanze estese ad ogni angolo della città che, per l’occasione, si è tinta di rosso proprio come l’immancabile red carpet sul quale, ogni anno, sfilano i beniamini del grande schermo.
La sesta edizione del festival si è svolta in una particolare e delicata fase politica; un momento difficile per l’economia del Paese, per il mondo delle arti e della cultura ma che non ha impedito l’allestimento e lo svolgimento della rassegna.
Grazie ad un sistema di autofinanziamento -elemento che distingue il Festival di Roma da un festival culturale come la Biennale di Venezia-, l’organizzazione ha trovato negli sponsor privati un sostegno fondamentale che ha permesso, accanto ai finanziamenti pubblici (il 35% del budget è finanziato da Comune di Roma, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Fondazione Cinema per Roma), di realizzare anche quest’anno un Festival di tutto rispetto accompagnato da eventi in tutta la città, iniziative per le scuole, azioni orientate agli operatori professionali e al mercato cinematografico in sinergia con le attività economiche e i servizi propri del territorio.
Insomma, un progetto unitario che riassume e risponde a quella vocazione espressa dal presidente della Fondazione Cinema per Roma Gian Luigi Rondi e che dal 2006 accompagna il Festival Internazionale del Film : “Tutto il cinema per tutti”.
Una formula che mai come in questa edizione ha sottolineato la volontà di riaffermare il valore identitario del Festival, punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale cinematografico, caratterizzato da un’ampia offerta di opere ed eventi di qualità che aspira a coinvolgere la collettività nel suo insieme, ad occupare un posto fisso all’interno dell’offerta culturale della capitale confermando la capacità del paese di diffondere e produrre cultura.
La peculiarità della kermesse risiede infatti, in un’ampia e variegata offerta adatta ad ogni fascia di pubblico; accanto al prezioso contributo del Direttore Artistico Piera Detassis nell’ambito della selezione ufficiale, si affiancano altre sezioni trasversali messe in piedi da una Commissione di Esperti.
La Selezione L’Altro Cinema Extra, a cura di Mario Sesti, dedicata al documentarismo e ai film di ricerca nell’ambito di nuovi linguaggi e formati; la Sezione Alice nella Cittá, a cura di Gianluca Giannelli, dedicata al cinema per ragazzi fino a 14 anni; la Sezione Focus Occhio sul Mondo, a cura di Gaia Morrione, dedicata quest’anno al cinema e alla cultura inglese e accompagnata da una retrospettiva dal titolo “Punks and Patriots”, contrasto tra l’immagine tradizionale del Regno Unito e la parte più ribelle, trasgressiva e radicale della cultura britannica.
Infine, la Sezione The Business Street, a cura di Roberto Cicutto, mira alla creazione e promozione di nuove occasioni di scambio all’interno dell’mercato cinematografico.
A completare l’offerta del Festival una serie di eventi speciali, spazi “risonanze”, spettacoli ed una vetrina dedicata ai giovani cineasti italiani.
Tra gli eventi collaterali da ricordare quello sul 150° anno dell’Unità d’Italia celebrato con una esposizione fotografica intitolata Viva l’Italia! Il Risorgimento sul set curata da Antonio Maraldi sul cinema dedicato al Risorgimento.
Inoltre, proiezioni, mostre ed omaggi ad alcuni personaggi del cinema italiano come Monica Vitti e Pier Paolo Pasolini. Per una delle più grandi interpreti italiane, in occasione del sul 80° compleanno, è stata allestita una mostra fotografica mentre, ad uno dei testimoni più prolifici del passaggio dell’Italia da un paese agricolo ad una nazione industrializzata è stata realizzata un’installazione audio-visuale ed interattiva delle opere dello scrittore-regista.
Il fil-rouge delle selezione ufficiale è stata la commedia, genere non molto spesso considerato dai festival ma che, sotto le battute e i sorrisi nasconde interessanti spunti di riflessione per la società contemporanea.
Si inizia da Hystiria una divertente e trasgressiva commedia che narra la storia di un giovane e brillante medico della Londra di fine 800 alle prese con l’isteria femminile diffusa nella pudica società vittoriana; si continua con Mon pire Cauchemar interpretato da Isabelle Huppert nei panni di una direttrice di una prestigiosa fondazione di arte contemporanea e uno Andrè Dussolier nelle vesti di uno scapestrato padre di famiglia, divorziato, dedico al sesso e all’alcool. Due personalità diametralmente opposte che si troveranno faccia a faccia dando vita ad un escalation di battute e scene esilaranti. Si conclude con Hotel Lux, rappresentazione satira di uno dei periodi più bui della storia -la dittatura nazista- e Un cuento chino una divertente, a tratti malinconica commedia interpretata dall’argentino Ricardo Darìn nei panni di un ferramenta abitudinario e rutinario che non manca però di far riflettere.
Steven Spielberg e Martin Scorsese, icone del cinema contemporaneo hanno presentato entrambi due film d’animazione, rispettivamente Tin Tin e Hugo Cabret in cui la tecnica del digitale e dello stop motion ne fanno da padrone.
Oltre alla commedia si esplorano anche altri generi -il dramma, l’horror, il thriller- a conferma dell’interesse per la ricerca e l’esplorazione nel panorama cinematografico.
Horror d’autore con Baby call, dramma contemporaneo sull’AIDS con Love for life, thriller misterioso con La Femme du Cinquième. E ancora i due film che hanno aperto e chiuso il Festival. The lady di Luc Besson, racconta la storia della straordinaria attivista birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, tornata libera dopo vent’anni di arresti domiciliari nel novembre del 2010 mentre, la versione restaurata di Colazione da Tiffany ha coronato la cerimonia di premiazione del quattro novembre.
Durante la cerimonia di chiusura presentata da Francesca Einaudi sono stati consegnati i premi Marc’Aurelio assegnati dalla giuria internazionale del concorso ufficiale presieduta da Ennio Morricone accompagnato da Susanne Bier, l’Etolie della Scala Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thorretto e Debra Winger.
Di seguito i premi assegnati: premio al Miglior Film a Un cuento chino di Sebastiàn Borenszstein, premio alla Migliore Attrice a Noomi Rapace per Babycall, premio al Migliore Attore a Guillaume Canet per Une Vie Meilleure, Gran premio della Giuria a Voyez Comme Ils Dansent di Claude Miller , premio Speciale della Giuria a The Eye Of The Storm di Fred Schepisi, premio Speciale alla Colonna Sonora a Ralf Wengenmayr per Hotel Lux.
Il Marc’Aurelio Esordienti è andato a ex-equo a Circumstance e La Brindille; quello di Alice nella città a En el nombre de la hija e North Sea Texas. Infine per la sezione documentari il premio è andato a Girl Model un viaggio tra le vite di giovanissime ragazze reclutate con la promessa di entrare nel mondo della moda che, ben presto, si scopre essere una realtà fatta di sfruttamento, restrizioni alimentari e umiliazione.
Tra applausi scroscianti per i vincitori, red carpet di famosi, migliaia di visitatori, riflettori, cinema, divertimento e buoni auspici per il futuro del settore cinematografico si è chiusa la sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma che ci auguriamo possa continuare ad occupare un posto nella scena culturale del nostro paese.
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