DEApress vi segnala:
FONDAZIONE IL FIORE
in collaborazione con CENTRO DI SOLIDARIETA’ DI FIRENZE onlus – PROGETTO PONTEROSSO
con il patrocinio della FONDAZIONE NICOLA E MINA INTINI
READING DI ‘N.O.F.4 – CENTOTTANTADUEMETRI DI FOLLIA’, DEDICATO A NANNETTI E AL SUO INCREDIBILE GRAFFITO NEL MANICOMIO DI VOLTERRA
Il libro poetico di Mariagrazia Carraroli sarà recitato, con musiche e proiezione di immagini, il 27 ottobre nel Salone San Frediano di via dell’Anconella a Firenze. Un evento a ingresso libero organizzato dalla Fondazione il Fiore in collaborazione con il Centro di Solidarietà di Firenze.

La storia di straordinaria e al tempo stesso ordinaria follia e creatività di Oreste Fernando Nannetti, che internato nel manicomio di Volterra realizzò in oltre sedici anni con la fibbia del panciotto un graffito visionario di parole e disegni di 182 metri per un metro e sessanta di altezza lungo il perimetro del cortile.
E’ il soggetto del testo della poetessa Mariagrazia Carraroli, intitolato ‘N.O.F.4 – Centottantaduemetri di follia’ (dove la sigla, con cui Nannetti stesso si era ribattezzato, sta per il reparto in cui era rinchiuso), che sarà recitato integralmente da Giovanni Mancaruso e Alessia Pratolongo giovedì 27 ottobre, alle 17, a Firenze nel Salone San Frediano di via dell’Anconella n. 3, con musiche di Valerio Manni Vigliaturo e immagini video di Luciano Ricci.
Lo spettacolo, a ingresso libero, è organizzato dalla Fondazione il Fiore in collaborazione con il Centro di Solidarietà di Firenze e con il patrocinio della Fondazione Nicola e Mina Intini, e sarà preceduto dagli interventi di Maria Grazia Beverini Del Santo, Rosanna Intini, Marina Zazo, Valerio Manni Vigliaturo e dai saluti di Don Giacomo Stinghi.
Il testo della Carraroli, scrive Vigliaturo nella prefazione del libro, «si pone a metà strada tra il racconto poetico e la drammaturgia teatrale, manifestando attraverso la ricchezza della narrazione concertata attraverso più voci, la straordinarietà e la bellezza di quel lavoro [il graffito di Nannetti, ndr]». Un’opera, quest’ultima, di cui ancora oggi si possono vedere i resti e di cui è conservata documentazione fotografica nel Museo dell’Art Brut di Losanna.
La vicenda di Nannetti ebbe origine da un episodio, mai ben chiarito, che lo vide coinvolto e poi condannato a due anni di ricovero nel reparto criminale del manicomio di Volterra. In seguito fu prosciolto, ma trasferito nel manicomio comune, non avendo chi potesse o volesse accoglierlo in famiglia. Così le sue stranezze si mutarono in una calma follia e in oltre sedici anni si dedicò alla bizzarra e visionaria impresa. Nannetti ha vissuto fino alla fine, avvenuta nel 1994, nel quarto padiglione di quel manicomio.
Per informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel: 055 224774.
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