Riceviamo dall’Associazione di Amicizia
Italo-Palestinese onlus e pubblichiamo:
Di fronte a un’informazione RAI che sembra espressione diretta del governo di
Israele (su tutti il caso di Claudio Pagliara del TG1), la trasmissione
Annozero di Michele Santoro, andata in onda giovedì scorso, ci è parsa come una
boccata d’ossigeno. Finalmente gli utenti del servizio pubblico, che, non
dimentichiamo, pagano il canone, hanno potuto vedere immagini della tragedia
umana che sta affliggendo Gaza in questi giorni.
Nessuno in RAI l’aveva fatta vedere sinora, l’oscuramento era stato quasi
completo. Al contrario, un piccolo pertugio nei muri di un gabinetto di un
ospizio israeliano, provocato da un razzo qassam lanciato dal Libano, aveva
avuto una copertura mediatica straordinaria, con il soldato Pagliara pronto a
descrivere con commozione lo spavento di uno stordito gruppetto di anziani. Da
Gaza invece nulla. Qualche ambulanza in movimento, raramente qualche piccolo
cumulo di macerie e nient’altro.
Ciò che Santoro ha fatto è stato invece giornalisticamente ineccepibile. Da un lato
ha lasciato spazio alle due posizioni in campo, facendo parlare giovani
israeliani e giovani palestinesi (anziché i soliti tromboni italiani, che
generalmente del conflitto in Medio Oriente sanno ben poco); dall’altro ha
posto l’attenzione, attraverso le immagini, sulla tragedia di Gaza e, in
particolare, su quella dei bambini.
C’è in qualche modo squilibrio in questa scelta? Si può parlare di asimmetria
nel trattamento giornalistico della vicenda? Evidentemente no, visto che di
bambini morti sul fronte palestinese ce ne sono, ad oggi, 335 (con altri 1497
feriti), mentre su quello israeliano nessuno. Nessuno. Con questo non vogliamo
augurarci vittime innocenti anche dove finora non ce ne sono state, ma è
pacifico che in termini di rilevanza giornalistica lo spavento vissuto dai
bambini israeliani a causa dei razzi qassam non è minimamente paragonabile alla
realtà di 335 morti. Se non c’è simmetria nel giornalismo di Santoro è perché
non c’è simmetria nella realtà dei fatti.
Del resto il comportamento di Lucia Annunziata è stato profondamente sbagliato.
“C’è soltanto la versione palestinese” strillava la giornalista, rifiutando
tuttavia di approfittare dell’offerta portale da Santoro di rimediare al
presunto squilibrio della trasmissione (“Parla delle tue idee” le suggeriva).
Annunziata ha invece rifiutato di riequilibrare la presunta asimmetria della
conduzione di Santoro chiudendosi in un giudizio acritico, ovvero non
circostanziato, sulla trasmissione. E, soprattutto, ha compiuto un gesto
estremamente grave, quello di andarsene; un gesto di cui lei stessa era stata
vittima, quando, nel marzo 2006, Berlusconi aveva interrotto l’intervista a “In
mezz’ora”. Quella volta Annunziata disse al Presidente del Consiglio queste
parole, che è bene oggi tenere a memoria: “Sta approfittando della mia buona
educazione... Non lo faccia, non le conviene... Lei non può dettare le regole”.
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