Riceviamo dalla segreteria di tramviastop e pubblichiamo:
"E’ col più grande stupore che i comitati hanno appreso i contenuti della lettera indirizzata dal Sindaco anche alla popolazione. Inizialmente si era creduto che, per la prima volta in quasi dieci anni, Domenici, in un afflato di democraticità, avesse voluto relazionarsi anche con chi, pur non avedolo eletto, comunque,gli paga lo stipendio. Invece il messaggio mandato era molto diverso da quanto ci si aspettava e, in pratica senza ragione, nella lettera si incolpavano: i cittadini di partecipare ai consigli comunali al solo scopo di renderne impossibile lo svolgimento, l'opposizione di favorire e strumentalizzare i presunti atti di disturbo e, infine, il Presidente del Consiglio di incapacità a far rispettare le regole all' interno del salone de' Ducento. Dato che durante la seduta di lunedì 15 giugno non si sono manifestati disturbi da parte dei cittadini presenti e che Domenici ha lasciato il Consiglio senza alcun motivo, viene quasi da pensare che la lettera inviata potesse essere stata predisposta in anticipo, e che tutta questa pantomima potesse servisse, probabilmente, ad evitare di affrontare qualche argomento pesante al Sindaco stesso: vediamo, forse la questione dei cpt, centro temporaneo di permanenza, scomoda per la palese divisione all' interno della maggioranza?
Alla città questi atteggiamenti non interessano; noi vogliamo un Sindaco che affronti veramente tutte le problematiche di Firenze, anche quelle a lui non congeniali e che si raffronti col dialogo con tutta la popolazione, dimostrandosi Sindaco di tutti e non solo dei pochi che lo hanno sostenuto al ballottaggio. Invece ci è capitato un filosofo che, nelle rare e fugaci apparizioni, dimostra di non conoscere minimamente le questioni della città non avendo l' umiltà di ascoltare i propri concittadini".
"E’ col più grande stupore che i comitati hanno appreso i contenuti della lettera indirizzata dal Sindaco anche alla popolazione. Inizialmente si era creduto che, per la prima volta in quasi dieci anni, Domenici, in un afflato di democraticità, avesse voluto relazionarsi anche con chi, pur non avedolo eletto, comunque,gli paga lo stipendio. Invece il messaggio mandato era molto diverso da quanto ci si aspettava e, in pratica senza ragione, nella lettera si incolpavano: i cittadini di partecipare ai consigli comunali al solo scopo di renderne impossibile lo svolgimento, l'opposizione di favorire e strumentalizzare i presunti atti di disturbo e, infine, il Presidente del Consiglio di incapacità a far rispettare le regole all' interno del salone de' Ducento. Dato che durante la seduta di lunedì 15 giugno non si sono manifestati disturbi da parte dei cittadini presenti e che Domenici ha lasciato il Consiglio senza alcun motivo, viene quasi da pensare che la lettera inviata potesse essere stata predisposta in anticipo, e che tutta questa pantomima potesse servisse, probabilmente, ad evitare di affrontare qualche argomento pesante al Sindaco stesso: vediamo, forse la questione dei cpt, centro temporaneo di permanenza, scomoda per la palese divisione all' interno della maggioranza?
Alla città questi atteggiamenti non interessano; noi vogliamo un Sindaco che affronti veramente tutte le problematiche di Firenze, anche quelle a lui non congeniali e che si raffronti col dialogo con tutta la popolazione, dimostrandosi Sindaco di tutti e non solo dei pochi che lo hanno sostenuto al ballottaggio. Invece ci è capitato un filosofo che, nelle rare e fugaci apparizioni, dimostra di non conoscere minimamente le questioni della città non avendo l' umiltà di ascoltare i propri concittadini".
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