Ritengo importante riportare e diffondere il seguente documento costitutivo del comitato di salvaguardia del territorio della Tuscia contro la realizzazione di un aeroporto internazionale nella citta'di Viterbo:
"Siamo un gruppo di cittadini di diversa matrice politica e sociale residenti nel territorio della Tuscia e per lo piu' cittadini viterbesi che intendono siglare con il presente documento la nascita di un comitato che ha tra gli obiettivi quello di raccogliere informazioni e a sua volta informare gli abitanti della provincia e del comune capoluogo sugli aspetti negativi e sui probabili danni derivanti dalla costruzione di un aeroscalo, praticamente dentro la citta' di Viterbo, concepito per un traffico di milioni di passeggeri.
Ma soprattutto ci chiediamo e vogliamo chiedere: cosa ci guadagna la cittadinanza e il territorio?
E se un ritorno economico ci sara', chi ne usufruira' e a danno di quale possibile modello di sviluppo del nostro territorio? (citta' termale,
ecoturismo etc.).
Siamo ben consapevoli che gia' esiste ed e' attivo un comitato contro l'aeroporto presieduto da Antonella Litta.
Non e' nostra intenzione sovrapporci ad esso o, tanto meno, criticarne l'operato; crediamo anzi che la tempestivita' con cui si e' organizzato e le motivazioni addotte, sempre documentate, con le quali ha espresso la netta contrarieta' alla realizzazione di un aeroporto civile internazionale a Viterbo ha costituito e continua a costituire un valido tentativo di far giungere alla popolazione della Tuscia una voce fuori dal coro dei sostenitori dell'opera.
Noi riteniamo pero', ed ecco un altro nostro obiettivo, che sia necessario integrare le forti ragioni di portata universale, evocate dal preesistente
comitato contro lo scalo della Tuscia, con alcune considerazioni intorno ai danni reali che persone fisiche, singoli cittadini e operatori economici locali temono di dover subire in seguito alla ipotizzata imminente realizzazione di un aeroporto.
Gli aderenti al comitato si riserveranno di adire le vie legali per far rispettare i diritti lesi, ove risultasse documentato e significativo il
deterioramento delle proprie condizioni di vita sotto il profilo tossicologico, economico e psichico derivante dalla costruzione e dal
funzionamento dell'aeroporto.
Costruire un aeroporto dentro una piccola citta' come Viterbo ci riporta davanti agli occhi analoghi casi di deterioramento della vita delle
popolazioni a contatto con simili strutture (vedi Vicenza, Ciampino, Malpensa).
Le proporzioni di tale aerostazione sono enormi (si parla di 8 milioni di passeggeri/anno, un volo ogni 3 minuti, 130 voli giornalieri, 25.000 persone al giorno) con numeri che lasciano intravedere un'entita' da metropoli e quindi nessun nesso con la citta' di Viterbo.
Noi ci dichiariamo preoccupati ed andremo verso la ricerca di "verita' nascoste" di questo grande "affare" divulgando attraverso ogni canale
informativo le nostre scoperte, esperienze e dati di cui disporremo.
Cercheremo in questo modo di arrivare ad un referendum popolare dei viterbesi, che una volta edotti dei reali rischi e delle vere finalita' di
una mastodontica opera come questa, potranno decidere se farsi sconvolgere la vita, perche' di questo si trattera', o di perseguire altre vie piu'
sostenibili per lo sviluppo economico ed in particolar modo turistico della propria terra."
Per "senso di completezza" riporto anche la lista dei primi firmatari:
" Prestininzi Marco, docente di scuola media superiore,
dottorando di ricerca in ecologia forestale; Santo Mario, libero
professionista; Occhini Giuseppe, chimico; Vannini Andrea, docente
Universita' della Tuscia; Elia Maurizio, agronomo; Merlino Patrizia,
imprenditrice agricola; Ferrante Andrea, agronomo, presidente nazionale
dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab); Radicchio Anna,
commerciante; Baffa Cinzia, insegnante precaria; Poponi Bruno, libero
professionista; Ercolani Marilena, impiegata; Campanella Luigi, impiegato;
Cinquantini Sante, docente; Laura Fiorella, casalinga; Galeani Maria
Carmela, impiegata; Politini Maria, disoccupata; Varvaro Leonardo, docente
Universita' della Tuscia; Marucci Alvaro, docente Universita' della Tuscia;
Leoni Roberta, docente di scuola primaria"
Fabrizio Cucchi, DEApress
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