Non ci furono complotti né spedizione punitiva. Nella
motivazione della sentenza per i fatti relativi alla scuola Diaz nel luglio del
2001 durante il G8 di Genova si legge che le violenze non furono frutto di “un
complotto in danno degli occupanti” della scuola, né ebbero carattere di
“spedizione punitiva” o di “rappresaglia”.
La motivazione della sentenza, che venne emessa il 13
novembre scorso, è stata depositata questa mattina in cancelleria dal presidente
della prima sezione penale del Tribunale di Genova Gabrio Barone. Tutti i
vertici della polizia furono assolti. La sentenza disponeva 16 assoluzioni e 13
condanne.
"A parte la carenza di prove concrete - si legge nel
documento - appare assai difficile che un simile progetto possa essere stato
organizzato e portato a compimento con l'accordo di un numero così rilevante di
dirigenti, funzionari e operatori della polizia". I giudici ritengono
piuttosto che “i dirigenti fossero convinti che l'operazione avrebbe avuto un
rilevante successo e si sarebbe conclusa con l'arresto dei responsabili delle
violenze e delle devastazioni dei giorni precedenti”.
Tuttavia, nella motivazione della sentenza si legge anche che
“quanto accadde all'interno della scuola Diaz Pertini fu al di fuori di ogni
principio di umanità, oltre che di ogni regola ed ogni previsione normativa,
anche se fu disposta in presenza dei presupposti di legge. Quanto avvenuto in
tutti i piani dell'edificio scolastico con numerosi feriti di cui diversi anche
gravi tale da indurre lo stesso imputato Fournier a paragonare la situazione ad
“una macelleria messicana” appare di notevole gravità sia sotto il profilo
umano che legale. In uno stato di diritto non è accettabile che proprio coloro
che dovrebbero essere i tutori dell'ordine e della legalità pongano in essere
azioni lesive di tali entità, anche se in situazioni di particolare
stress".
Valentina Casini - DEApress
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