
La lapide dell’abate Gregorio Carbonelli, fido consigliere dei Gonzaga morto nel 1624, per secoli era riuscita a celare almeno in parte il segreto. Le cronache indicavano come luogo più probabile la chiesa di Santa Barbara, inglobata nel Palazzo Ducale e costruita nell’epoca d’oro della dinastia, ma solo il caso ha permesso, durante alcuni lavori di restauro, di scoprire due camere sotterranee contenenti i resti di quattro dei maggiori esponenti del casato, oltre a quelli di molte donne della famiglia. L'eccezionale ritrovamento è avvenuto durante la posa delle tubature dell'impianto di riscaldamento. Mentre gli operai guidati dall'architetto Giovanni Mori erano al lavoro nei pressi dell'altare, il terreno si è smosso aprendo due varchi su dei locali sconosciuti e collocati a lato della cripta. Le immagini riprese da una telecamera calata all'interno hanno lasciato tutti sbalorditi, mostrando una stanza con soffitto a volta a botte e con molte ossa sparpagliate sul pavimento. Molte cronache del Cinquecento e del Seicento dicevano che lì era stato sepolto Guglielmo I, noto per la gobba ma anche per il suo impegno come mecenate, e che il duca, prima di morire, vi aveva traslato anche i resti del padre Federico II, il committente di Palazzo Te, e del fratello Francesco III, morto di polmonite dopo essere caduto in acqua durante una battuta di caccia. Era però difficile ipotizzare un ritrovamento di questa entità, con l'individuazione anche delle tombe di altri esponenti della famiglia. Questa operazione sarà affidata a degli esperti, che utilizzando avanzate tecniche scientifiche potranno fornire molte altre informazioni utili agli storici. "Attualmente non possiamo nemmeno escludere che tra le ossa contenute nei locali ci siano anche quelle di qualche altro duca", spiega monsignor Giancarlo Manzoli, che segue i restauri della chiesa per conto della Curia. "Poco tempo fa, in occasione dei 500 anni dalla nascita, sono state fatte delle analisi su quello che è rimasto del corpo di Ferrante Gonzaga, il fratello di Federico II, e questi risultati potrebbero essere d'aiuto. Nei prossimi mesi decideremo come dare una degna collocazione ai resti e rifletteremo sulla possibilità di rendere il luogo accessibile al pubblico".
Rossana Magli - DEApress
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