Sono sempre di più gli italiani che rinunciano al lavoro perchè convinti di non poterlo trovare. Si registra in questo ultimo periodo una netta sfiducia nei confronti di una economia che appare agli occhi di tutti malata. Gli italiani non hanno voglia di rialzarsi, di lottare, mancano le forze. Lo sostiene anche l'Istat: nel secondo trimestre del 2007 in Italia il tasso di disoccupazione è sceso al 5,7% contro il 6,5% dello stesso periodo del 2006 e tutto questo sarebbe causato da un diffuso senso di scoraggiamento.
Cresce anche il numero degli inattivi, 260 mila unità in più, concentrate soprattutto al sud, in particolare donne, nelle fasce d'età alte che portano il tasso di inattività al 37,5%.
Al momento il tasso di occupazione nazionale è stabile al 58,9% ma dando uno sguardo d'insieme all'Europa ci accorgiamo comunque che l'Italia insieme alla Polonia registrano tassi di occupazione del 10% sotto l'obiettivo di Lisbona, fissato al 70%.
Secondo l'economista Maurizio Guandalini il rafforzamento del sapere, una adeguata istruzione soprattutto nel mezzogiorno, potrebbe essere una leva di primaria importanza per aumentare il potenziale di crescita che a sua volta incrementerebbe l'efficienza dei processi produttivi.
Nicoletta Consumi - DEApress
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