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Berlusconi in Israele: frasi e simboli di un filo-sionista senza scrupoli

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

COMUNICATO STAMPA DEL FORUM PALESTINA

La visita di Berlusconi in Israele rappresenta  un ulteriore strappo  in senso bellicista e filo sionista dell’Italia, ma rischia di venir giudicata solo per il significato superficiale delle frasi ciniche contenute nel discorso tenuto alla  Knesset e durante la visita in Israele e in West Bank .

Il governo italiano, rappresentato da ben 8 ministri,  è partito all’indomani della richiesta di Berlusconi ad Israele di fermare la costruzione di colonie. Una presa di posizione che è risultata utile ad attirare l’attenzione dei media e ad accreditare il cavaliere e i suoi ministri erranti come mediatori.

Con questa visita Berlusconi punta a sviluppare rapporti di partnership che valgono circa 2 miliardi di esportazioni italiane verso Israele (dati Istat 2008),

L’alleanza tra le sponde europee del Mediterraneo, secondo il punto di vista neocoloniale, sarà alimentata da ulteriori accordi commerciali, industriali  e da collaborazioni nei campi della ricerca e sviluppo, investendo le principali agenzie italiane ed israeliane.

Si va dai contratti per la fornitura di aerei da addestramento Aermacchi M346, al riciclo delle acque, al settore delle telecomunicazioni sicure, alla collaborazione nel settore spaziale .

Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, come riporta il sito del Ministero degli Esteri : “si svolgerà una Tavola Rotonda tra i vertici delle principali agenzie di Ricerca & Sviluppo italiane (CNR ed ENEA in testa) che aprirà la strada al lancio del Biennio Scientifico e Tecnologico italo-israeliano e inaugurerà tre Laboratori Congiunti, resi possibili dagli ulteriori stanziamenti per l’Accordo scientifico tra Italia ed Israele, voluti dal Ministro Frattini: tra ENEA e Università di Beersheva sulle energie alternative e rinnovabili; tra CNR e Università di Tel Aviv sulle neuroscienze; tra LENS di Firenze e Istituto Weizmann sugli atomi freddi.”

Ma con questa visita Berlusconi, sfruttando l’empasse della situazione Medio orientale,  lancia il suo governo come possibile mediatore tra Israele e Autorità Palestinese. Un mediatore che sposa le sole tesi Israeliane, ribadendo “ il diritto di Israele ad esistere come stato ebraico” e che “Israele è senza dubbio un esempio per la nostra possibilità di essere liberi e mantenere la democrazia anche fuori dai confini dell’occidente”.

Affermando la giustezza dei bombardamenti sionisti a Gaza, Berlusconi dichiara, suggellandolo con il fosforo bianco, che Hamas è fuori dai tavoli negoziali, che Israele è al di sopra del rapporto Goldstone e quindi dell’O.N.U. e del diritto internazionale.

Berlusconi si è spinto anche oltre. Infatti, nell’incontro con Abu Mazen, l’ostentazione della spilla con la bandiera israeliana e la svista sul dettaglio del Muro della vergogna si inseriscono perfettamente nella pratica israeliana di ignorare ed umiliare le ragioni del popolo palestinese .

Le frasi ad effetto sono state pronunciate con calcolo e suonano come  una provocazione e una minaccia per il mondo arabo e palestinese, mentre  rinsaldano le relazioni tra il governo italiano e quello sionista, partendo dagli aspetti più reazionari e colonizzatori che l’elite israeliana ha messo in campo in questi ultimi anni.

La condanna di Berlusconi al diritto iraniano a sviluppare l’energia nucleare per fini pacifici diventa una minaccia proprio perché viene lanciata da Israele, che è  l’unica potenza nucleare della regione, forte di 400 testate nucleari e che dalla sua nascita ha sviluppato circa 8 conflitti e numerosi attacchi aerei al di fuori dei propri confini, senza contare le sanguinose operazioni conto Gaza e la West Bank.Con questo, si afferma che solo Israele può accedere a tecnologie, sviluppo delle risorse e supremazia militare.

Berlusconi è il Presidente del Consiglio di un Italia che è un arsenale, che  si allunga pericolosamente in mezzo al Mediterraneo e punta minacciosa verso Oriente. Queste dichiarazioni devono mettere in allarme il movimento contro la guerra e quanti si battono a favore dei movimenti di resistenza e dei popoli medio orientali.

Se Berlusconi sta instradando il nostro paese verso una amicizia sempre più stretta con la poco amata piccola Prussia Israeliana in questo percorso pericoloso e guerrafondaio, la strada è stata aperta da altri, anche a sinistra, ed oggi  la lobby filoisraeliana è ricca di sponsor illustri a partire dal Presidente della Repubblica. I corifei filo israeliani sono ovunque, spuntano a destra come a sinistra e riconoscono ad una classe politica corrotta, colonialista e guerrafondaia, come quella sionista, il diritto a nascondere i propri crimini contro i Palestinesi dietro l’alibi della Shoa, cioè di un orrore compiuto in Europa, da Europei e non certo dal popolo palestinese.

Le parole ignobili di Berlusconi mostrano ancora una volta la distanza che separa i governi da gran parte di quel popolo che dicono di rappresentare. Un popolo che si è indignato per la strage di Gaza, che vuole la fine dell’assedio di Gaza ed il raggiungimento di una pace giusta in Medio Oriente, che riconosca il diritto dei Palestinesi alla vita, alla terra ed alla libertà.

Con la Palestina nel cuore, fino alla vittoria.

 

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