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Un mercato di organi legalizzato

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato l’allarme sul diffondersi, negli ultimi anni, del traffico che riguarda gli organi umani: reni, fegato, pancreas ma anche cornee. La domanda di organi cresce con la spietatezza dei trafficanti. Il ragionamento è tanto semplice quanto perverso: in alcuni paesi del mondo (quelli più ricchi), la lunghezza della vita media è aumentata a tal punto che non sono disponibili abbastanza donatori per sostituire gli organi invecchiati, malati o comunque mal funzionanti.

Secondo una recente inchiesta del settimanale “Newsweek”, nel 2010 chi avrà bisogno di una trapianto di rene dovrà aspettare anche dieci anni per un organo sano e la maggior parte dei pazienti in dialisi muore in metà di questo lasso di tempo. Nel 2007 , negli Stati Uniti, oltre settemila persone sono morte mentre erano in lista d’attesa per un trapianto.

Poi c’è l’altra parte del mondo, quella in cui la povertà e la miseria sono talmente pressanti da spingere una folla di disperati a vedere parte di se pur di guadagnarci qualcosa. Come si sa, dove la miseria dilaga attecchisce la criminalità, oggi sempre più specializzata nel fare da tramite tra compratore e venditore. Secondo recenti stime,un quinto dei settantamila trapianti di rene effettuati nel mondo, ogni anno, sono eseguiti con materia prima proveniente dal mercato nero. 

Ancora più sconvolgente risulta essere l’incredibile decisione presa della piccola città-Stato asiatica di Singapore: il parlamento ha infatti approvato quasi all’unanimità la legge che prevede la vendita di organi attraverso una forma di “rimborso” per le persone viventi che decidono di farsi spiantare un organo. Il traffico nero di organi tra persone vive stava diventando molto fitto ed è quindi stato deciso di far scattare un mega condono che ha realizzato la sua commercializzazione. Almeno pagano le tasse avranno pensato i 79 parlamentari che hanno votato a favore di questo provvedimento. Secondo il ministro della salute Khan Boon si tratta di una correzione della posizione estrema che criminalizza tutti i tipi di pagamenti per chi decide di donare ma in realtà non è altro che la legalizzazione di un traffico illegale in tutto il mondo.

La nuova legge prevede infatti che una persona possa vendersi un organo non vitale ( reni, cornee ecc) e metterlo sul mercato per il miglior offerente. Un mezzo per risolvere la crisi quindi, che oggi molti ex lavoratori possono adottare per non patire la fame.

Il terribile meccanismo è partito quando, qualche mese fa, un miliardario di Singapore, Tang Wee Sung, è stato scoperto ed arrestato mentre trattava con un donatore indonesiano per un rene. In seguito all’accaduto, il Governo ha deciso di regolamentare il traffico di organi, consentendo ai venditori di ricevere un pagamento per via legale.

Nel mercato asiatico sono stati stabiliti dei tariffari, che prevedono per un rene un costo che va dai cinquemila ai seimilaseicento dollari, una cifra che da quelle parti equivale a più di un anno di stipendio e che, secondo Halimah Yacob, uno dei pochi  parlamentari ad aver votato contro questa nuova legge, sarà un incentivo all’espianto dei propri organi. Per chi viene licenziato anche un rimborso di seimilaseicento dollari sarebbe meglio che tornare a casa senza lavoro e a mani vuote.

Nel corso del confronto, solo una piccola minoranza di parlamentari ha espresso preoccupazioni per la legalizzazione del traffico di organi e c’è chi teme che, complice l’attuale crisi economica, la nuova legge potrebbe indurre le persone a scegliere di vendere un proprio organo per avere in cambio una piccola somma di denaro. Il provvedimento, inoltre, potrebbe favorire il turismo sanitario nella città-Stato da parte di malati stranieri in attesa di trapianto.

Dobbiamo seriamente pensare che la legge sia rivolta alle 200.000 persone, che secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, aspettano un rene. Singapore è il terzo stato che legalizza la vendita di organi dopo Iran e Arabia Saudita, che però lo consentono solo tra i residenti.

La legalizzazione della vendita degli organi è inaccettabile dal punto di vista morale ed etico poiché si sfruttano due soggetti deboli, il donatore che ha evidentemente bisogno di soldi ed il ricevente che necessita dell’organo perché malato.

Elena Saccomanni

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Ottobre 2009 19:21 )  

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