Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’International Center for Prison Studies del King's College di Londra, un adulto americano su 100 è in carcere. Gli Stati Uniti hanno la più grande popolazione carceraria del pianeta: 2,3 milioni di individui, circa un quarto del numero complessivo dei detenuti del pianeta. Nessun paese al mondo ha, in proporzione, un numero di carcerati paragonabile a quello americano. Tanto per farsi un’idea, in Italia, prima dell’indulto, la popolazione carceraria ammontava a 62 mila individui, circa uno per ogni mille abitanti. Neppure la Cina, con una popolazione di 1,3 miliardi di abitanti, ha così tanti detenuti. Su queste cifre si interroga oggi il New York Times, in un lungo editoriale. Perché la popolazione delle carceri è così vasta? Se da un lato il numero dei detenuti è connesso a quello dei reati e quindi alla violenza che si sprigiona nella società americana, dall’altro, è la legislazione vigente a indicare il carcere come pena anche per reati come la falsificazione degli assegni o il consumo di droghe leggere. Un altro dei fattori che spingono alla pena detentiva è l’eleggibilità dei giudici, i quali, in periodi elettorali, sono indotti a prendere decisioni populistiche e severe per aumentare il numero dei propri voti. “Il sistema giuridico americano è visto con orrore”, afferma James Whitman, docente di diritto comparato all’Università di Yale. Lontani sembrano i tempi dei padri fondatori e del sistema giuridico che Alexis de Tocqueville prendeva a modello, giudicandolo uno dei più miti ed equi del mondo. Non è più così. Sembrerà strano, ma oggi l’America guarda a San Marino: 30 mila abitanti e un solo detenuto. Fonte: International Center for Prison Studies del King's College di Londra.
Andrea Pardini, corrispondente DEApress da New York.
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