La Cina accusa Dalai Lama
Giovedì 20 Marzo 2008 14:00
Rezarta Selam Eminaj
La situazione in Tibet si fa sempre più preocupante. Dopo i disordini che sono seguiti alle proteste organizzate da civili e monaci tibetani e iniziate lo scorso 10 marzo, ieri il premier cinese Wen Jiabao si è scagliato contro il Dalai Lama, per aver "premeditato e organizzato" le violenze. Il governo cinese accusa inoltre il leader spirituale e la popolazione tibetana coinvolta nelle manifestazioni di voler boicottare le Olimpiadi del prossimo agosto, il leader religioso si è detto pronto a dimettersi se gli scontri proseguiranno, ha inoltre dichiarato che l’indipendenza è "fuori questione" e non rappresenta l’obiettivo. Di fronte infatti alle ulteriori accuse del premier Wen Jiabao che lo ha definito "non sincero sulla questione dell’indipendenza", il leader spirituale ha ribadito che lo scopo del governo tibetano in esilio è ottenere un regime di autonomia. Intanto le organizzazioni per i diritti umani Amnesty International e Human Rights Watch chiedono un impegno maggiore della comunità internazionale nella risoluzione della crisi e un’indagine indipendente delle Nazioni Unite che verifichi quanto sta accadendo in Tibet. Rezarta Selam Eminaj - DEApress