
Si parla di almeno 13 morti, sei militari e sette civili - tra i quali quattro bambini – nelle notizie che ci arrivano da Kabul (Afghanisstan). E’ questo, il bilancio di un attentato suicida compiuto oggi contro un bus dell'esercito. Almeno 13 anche i feriti (anche in questo caso ci sono dei bambini), ha precisato un portavoce del ministero della Sanità. L'attentatore ha usato una macchina per l'attacco, che si è verificato durante l'ora di punta mattiniera comunicato del ministero della Difesa. Non è ancora chiaro se i civili erano sul bus o sono stati sorpresi dall'esplosione mentre si trovavano per strada. L'attentato è stato rivendicato dai talebani con la telefonata di un portavoce, Zabihullah Muhajed, secondo cui l'azione del kamikaze ha ucciso «numerosi soldati». «Sei membri dell'esercito nazionale afghano sono morti insieme a sette civili», ha detto il generale Mohammed Zahir Azimi, portavoce del ministero della Difesa, aggiungendo di attendersi un bilancio di vittime più elevato.
La strada era cosparsa di membra e pezzi di carne umana, ha testimoniato un soldato che si trovava in caserma al momento dell'attentato. Il bus dell'esercito è stato ridotto dall'esplosione a un ammasso di ferraglie. L'attentato si è verificato mentre sta per chiudersi una visita a sorpresa a Kabul del segretario americano alla difesa, Robert Gates, iniziata lunedì. Gates si era detto «inquieto» per il rigurgito di attivismo degli insorti islamici. Questo è l’ultimo in ordine di tempo di attacchi kamikaze a Kabul e non è il più grave. In base alle analisi dei 007 le minacce dei kamikaze si fanno sempre più frequenti. Molte le vittime anche tra i soldati italiani. Possiamo ricordarvi un po’ di date. Risale al 16 novembre scorso il precedente attentato kamikaze contro gli italiani.
Un uomo si è fatto saltare in aria ad un centinaio di metri di distanza da un convoglio di mezzi nella turbolenta provincia di Farah, nell'Ovest del Paese. In quel caso un militare italiano è rimasto lievemente contuso. Stesso posto dove il 23 settembre dell’anno scorso furono sequestrati gli agenti del Sismi poi liberati successivamente con un blitz delle forze italiane e britanniche. Sempre nell'area occidentale dell'Afghanistan, nella prima metà di novembre, gli uomini del contingente nazionale hanno subito attacchi e hanno risposto al fuoco, senza riportare danni; episodi del genere si sono avuti il 9 ed il 10, mentre il 19 un'esplosione, quasi certamente prodotta da un ordigno improvvisato posto sul ciglio della strada, ha investito un convoglio italiano che percorreva la Ring Road, a 15 chilometri da Delaram: un militare è rimasto contuso a un ginocchio ed altri tre hanno riportato un leggero trauma acustico.
Il 17, inoltre, alcuni razzi sono stati lanciati contro la Base di supporto avanzata di Herat, senza causare danni, per poi arrivare alla tragedia del 24 novembre dove il maresciallo Daniele Paladini perse la vita dopo un attacco nella valle di Pigman, a 15 km da Kabul. Le date e le persone sopra ricordate sono solo una piccola parte della storia dell’Iraq. Solo a novembre il numero dei civili e soldati, autoctoni e non arriva a circa 50. In quanti avranno perso la vita a partire dal 20 marzo del 2003? Quante persone innocenti, donne, bambini,dovranno ancora sacrificarsi prima che questa guerra finisca? Una cosa è certa! Visto il panorama internazionale,sono sicura che ancora per molto(nonostante gli stati d’animo), continueremo a scrivervi il bollettino di guerra.
Rezarta Selam Eminaj - DEApress
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