DEApress vi segnala:
LYCEUM CLUB INTERNAZIONALE DI FIRENZE
Sezione “Scienze e Agricoltura” e la Presidenza
in collaborazione con
FONDAZIONE IL FIORE
giovedì 23 febbraio h. 18
presso Palazzo Giugni, Via degli Alfani, 48
GLI ULTIMI RISULTATI DELLA RICERCA SULLA PERCEZIONE IN ASSENZA DELLA VISTA
Il 23 febbraio al Lyceum di Firenze, Pietro Pietrini, ordinario di biochimica e biologia molecolare dell’Università di Pisa, presenta le indagini della sua équipe con la risonanza magnetica funzionale e la stimolazione magnetica transcranica
Sono le medesime aree della corteccia cerebrale a permettere di riconoscere gli oggetti, indipendentemente dal fatto che la modalità sensoriale coinvolta sia visiva o tattile. Lo dimostra una serie di studi su persone vedenti o con cecità congenita condotti negli ultimi dieci anni da un gruppo di ricerca coordinato da Pietro Pietrini, psichiatra e ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica all’Università di Pisa, che giovedì 23 febbraio alle 18 tiene una conferenza a ingresso libero sul tema “La percezione in assenza della vista” nella sede del Lyceum Club Internazionale di Firenze.
L’appuntamento, che è organizzato dalla sezione Scienze e Agricoltura del club femminile fiorentino insieme alla Presidenza e in collaborazione con la Fondazione il Fiore, è a cura di Maria Alessandra Scarpato e fa parte di un ciclo di incontri intitolato “Temi di attualità in medicina” che ha il patrocinio della Regione Toscana.
Le indagini dell’equipe di Pietrini, pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche del mondo (compresa Science), hanno utilizzato sofisticate metodologie di esplorazione del cervello, quali la risonanza magnetica funzionale e la stimolazione magnetica, per esaminare l’attività celebrale durante compiti di riconoscimento visivo e/o tattile sia di soggetti sperimentali vedenti che di soggetti ciechi fin dalla nascita. Dai risultati è confermato che la vista non è affatto una conditio sine qua non per la percezione dell’ambiente che ci circonda.
E’ vero che ben un terzo della corteccia cerebrale nell’uomo e nei primati è dedicato alle funzioni visive. Ma non abbiamo davvero bisogno della vista per conoscere il mondo intorno a noi e per capire gli altri. Nella sua relazione Pietrini affronterà anche interrogativi importanti quali i seguenti: che impatto ha la mancanza della vista sullo sviluppo dei meccanismi cerebrali che sottendono la percezione, la vita emotiva e l’interazione sociale? Esiste un senso del bello che non ha bisogno dall’esperienza visiva?
Domande, queste ultime, che rientrano a pieno titolo nella rassegna “I cinque sensi e oltre: l’intelligenza del cuore” che il Lyceum Club Internazionale di Firenze propone quest’anno con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio di Provincia, Comune e Quartiere 1
Per informazioni, Mirka Sandiford, tel: 055-3249190.
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