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Giovanni Pelini e i suoi "Limiti riflessi"

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Arte come solidarietà: Giovanni Pelini e i suoi "Limiti riflessi"

Inaugurazione della mostra scultorea dell'autore toscano

martedì 25 maggio alle 17 a Palazzo Panciatichi (via Cavour, 4 - Firenze)

Firenze - "Giovanni Pelini vede nella sua arte, una volontà dura, una difficoltà di leggere nell'animo umano: cerca solidarietà, vuole entrare nell'animo individualista non per violare privacy dell'uomo, ma per capire se in quell'individuo si trova una fonte di riconoscimento per il futuro del mondo. La sua ricerca sta nella trasformazione, nella speranza della vita: è la sua volontà di superare l'egoismo, il decadentismo ormai vivente in noi". Con queste parole Luigi Bellini, del Museo Bellini Gallery di Firenze, presenta "Limiti Riflessi", la mostra scultorea di Giovanni Pelini, che sarà inaugurata a Palazzo Panciatichi (via Cavour, 4 - Firenze) martedì 25 maggio alle 17.

Giovanni Pelini inizia il cammino scultoreo nel 1986 con una attività lenta ma ininterrotta, che lo porta nel 2003 a una serie di idee che lo conducono, alcuni anni dopo, a una considerevole attività artistica derivante anche da una maggiore possibilità di tempo da dedicare alla scultura. Le sue opere vogliono essere un messaggio di analisi riguardo alla complessa azione umana, che in molti casi non riesce a superare le debolezze egoistiche: lo stesso autore si definisce "un autore riflesso, in quanto cerca di specchiarsi nelle ambiguità, nelle incoerenze e nelle ipocrisie, cercando di tradurle nel messaggio scultoreo". La fiducia nel grande potenziale, spesso represso, di ogni individuo, lo porta a considerare la solidarietà come elemento determinante per contribuire alla soluzione dei problemi, delle miserie e delle oppressioni del mondo: le sue opere vengono spesso esposte attraverso associazioni non-profit, con il cui ricavato contribuisce al sostegno dei più bisognosi.

All'inaugurazione della mostra, che resterà aperta al pubblico fino al 4 giugno, interverrà il consigliere regionale Enzo Brogi.

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