Nuove notizie dalla Protosound Plyproject: la poesia canzone di Claudio Pozzani e l’esordio discografico tanto atteso della cantautrice Roberta Cartisano.
LA MARCIA DELL’OMBRA: CLAUDIO POZZANI e la scelta di affidare le poesie alla forma canzone
Poesia, vestita con abiti musicali, spaziando dal jazz alla musica contemporanea, dal funky al trip hop, sempre con un’impronta fortemente metropolitana e uno stile riconoscibile.
Dalla neonata CVT Records, estensione discografica del Festival Internazionale di Poesia di Genova, ecco il disco di Caludio Pozzani: “La Marcia dell’Ombra”
Claudio Pozzani ha sempre privilegiato l’aspetto “live” della sua poesia rispetto a quello meramente editoriale.
Nato a Genova nel 1961, è attivo da oltre 20 anni nel campo della poesia e della performance, con partecipazioni in tutti i più importanti festival di poesia e saloni letterari soprattutto europei e sudamericani, ma anche con importanti reading in Giappone e Canada.
Pozzani è anche il direttore di numerosi eventi letterari in Italia e all’estero, primo fra tutti il Festival Internazionale di Poesia di Genova, creato nel 1995 e considerato la più grande manifestazione di poesia in Italia. Grazie alla collaborazione del pianista e compositore Fabio Vernizzi e dall'esperienza decennale nell'ambito elettronico di Andrea Vialardi, Pozzani ha potuto “vestire” le sue poesie con abiti musicali, spaziando dal jazz alla musica contemporanea, dal funky al trip hop, sempre con un’impronta fortemente metropolitana e uno stile riconoscibile.
Il CD esce per la neonata CVT Records, estensione discografica del Festival Internazionale di Poesia di Genova, che pubblicherà artisti a cavallo tra parola e musica d’autore.
“La marcia dell’ombra” è quindi un progetto che va al di là del semplice CD, anche perché interessa due tipi di pubblico e quindi due canali differenti, quello musicale e quello letterario, ponendosi sul mercato da una prospettiva che in Italia non è molto praticata. In Francia, ad esempio, i CD di poeti come Grand Corps Malade o Abd al Malik si
vendono nell’ordine di centinaia di migliaia di copie e dietro a loro c’è un importante mercato indipendente in forte crescita. Al di là dell’Italia, è prevista una distribuzione anche in Francia, dove i libri di Pozzani sono stati pubblicati e hanno già ottenuto un ottimo riscontro (il libro di poesie “Saudade & Spleen” è già alla sua 3° edizione e il romanzo “Ka te et moi” era stato il libro selezionato da France Culture durante il Salon du Livre 2002).
La scelta di affidare le mie poesie a un CD anziché a un libro vuole ribadire la priorità che l'aspetto orale ha nella poesia. Il contatto con il pubblico per un poeta è essenziale: le diverse reazioni, la metacomunicazione che si instaura tra la tua voce e la platea, vedere alla fine dei reading che cosa di tuo la gente si porta via con sé. .. sono elementi molto più importanti di tante recensioni su riviste. C’è nella poesia una lingua arcana e magica che corre sotto le righe scritte e si sintonizza con l’essere profondo di ciascuno di noi: quando il poeta riesce ad attivare questa alchimia le sue parole parlano direttamente all’anima dell’ascoltatore (o del lettore), scavalcando le due persone in gioco.
Per questo progetto Claudio Pozzani si è avvalso della collaborazione di musicisti dalla grande sensibilità e talento compositivo come Fabio Vernizzi e Andrea Vialardi, vero genio nell’uso dell’elettronica, che ha estratto i suoni giusti dai suoi alambicchi tecnologici.
Grazie a loro e agli altri musicisti ospiti, l’idea di far danzare, urlare e sudare ancor di più le mie poesie ha dato vita a queste “canzoni parlate”. E' sempre molto difficile “musicare” la poesia perché ha già in sé un suo ritmo e una sua melodia che seguono logiche diverse da quelle prettamente musicali. Qui le poesie diventano vere e proprie canzoni, senza mutare lo stile di recitazione e dando vita a brani con una struttura e partitura ben definita.
Tour "La marcia nell'ombra"
14/03 – 21/03 Tour promozionale Albania (Durazzo, Valona, Tirana)
21/04 – 24/04 Festival Poesia Cartagine (Tunisia)
26/04 – 4/05
10/05 – 13/05 Festival Poesia Granada (Spagna)
24/05 –31/05 Festival Poesia L’Avana (Cuba)
22/07 – 31/07
19/08 – 24/08 Festival Poesia Struga (Macedonia)
3/09 – 7/09 Festival Poesia Brasilia (Brasile)
10/09 – 15/09

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Esce l’attesissimo EP d’esordio della cantautrice ROBERTA CARTISANO
Roberta Cartisano è una musicista/cantautrice calabrese trapiantata a Milano. Bassista e pianista, collabora sia in studio che live con diversi artisti sia italiani che internazionali. Conosciuta ed apprezzata da molto tempo nel circuito underground, da sempre porta in giro le sue canzoni che suscitano emozioni forti. Il suo disco d'esordio, scritto e arrangiato da lei con la co-produzione di Lele Battista, vedrà anche la partecipazione di ospiti di spessore quali Cesare Basile e Giorgio Mastrocola (La Sintesi, Battiato).
Traballante Umanità – Un non-luogo, i passanti che tengono strette, in pugni chiusi, debolezze e paure. Cercano di mostrarsi decisi e padroni di se stessi. Una traballante umanità che non ama esporsi e avanza in equilibrio precario con se stessa. Riesci a sentire i loro passi nervosi su pietre di strade indifferenti? Di Indro Montanelli si diceva che andava in mezzo agli altri per sentirsi più solo. Una donna in angoli di città percepisce invece come innaturale la sua solitudine indotta dai passanti. Non può più tenere il capo chino suoi passi e decide di liberarsi alimentandosi dell’incredulità che riposa negli occhi altrui. Non può più essere solo amica e amante di se stessa. Inizia a danzare ingentilendo la piazza mentre lo sguardo altrui la ricopre di follia. Non serve nascondere le debolezze, la poesia è data dai crepitii dell’anima. Una donna si muove leggiadra su note di pianoforte, respirando a pieni polmoni melodie di fragili fisarmoniche. Solitamente chi si espone a cielo aperto viene considerato folle, ma in fondo, sta semplicemente vivendo. Questa canzone vuole essere un inno alla vita.
L’Attesa – feat Lele Battista – Un brano che sa di campi di grano e panni stesi ad asciugare al sole. Immagini dal sapore melanconico cullati da un afoso vento del sud che riscalda anime gocciolanti; ogni strofa è un film in 8 mm che ci racconta la storia di gente comune in attesa di piccoli o grandi eventi. Su davanzali di finestre un bimbo attende il ritorno di aquiloni e con il naso all’insù chiede speranzoso al cielo di ridargli il dono sottratto. I ciclo della vita si stringe intorno a madre natura in attesa che l’uomo possa aver voglia di divenire un esempio migliore. E forse, nel frattempo, l’aquilone avrà fatto ritorno sul davanzale del bimbo in affanno. Rabbia, dolcezza, ingenuità, candore, coraggio. In ogni storia potrete riconoscervi ma solo se riuscirete a sentire in arpeggi di chitarra, il rumore di petali di rose cadute dal cielo.
Musicante di Berlino – Feat Augusto Favaloro – Un musicista suona per le strade della cara vecchia Europa; a Wenders questo atipico “arpeggiatore di sentimenti derubate a polverose città” sarebbe forse piaciuto. La giacca del musicante odora di jazz contaminato e c’è chi, dopo aver ascoltato il brano, giura di aver sentito il profumo del pane appena sfornato. Le sue scarpe consunte dal tempo, ci parlano di incontri fugaci e di semplici gesti che rendono irripetibili le nostre giornate. Il Musicante offre i suoi nobili pensieri ad angeli caduti in città distratte. Una gentil donna si ferma a guardarlo. Lui continua a suonare ispirato dalla rara beltà che gli inquieti gesti della donna gli suggeriscono. Si prende cura di lei rendendola protagonista della sua musica; le note sono l’unico linguaggio che conosce. Si dice che cantare è come pregare due volte, e il musicante alla fine tende la mano alla sua gentil donna di rara beltà. Lei lo seguirà? A voi la scelta, in finale sta voi a scriverlo.
Dolce Arianna – Il Mediterraneo scorre con fare rock in questo brano che racconta su tavole di argilla il mito del filo di Arianna. Il coraggio misto a fragilità di una donna che ha vissuto intensamente e che la rende vicina a qualsiasi storia dei nostri tempi. Un mito attuale, che ci ricorda che la natura dell’uomo rimane invariata. L’antica Creta non è poi così distante da noi: tutti abbiamo il nostro Minotauro da aggirare, un Teseo da amare e il nostro filo di seta che ci aiuta a uscire dai labirinti che quotidianamente ci diamo. L’abbandono è storia di tutti i giorni; il rialzarsi ancora più forti e consapevoli di prima, è una storia che pochi si concedono. Scegliere di volersi bene, è il dono più grande che possiamo darci. Esserci davvero, è una scelta di vita.

Protosound Plyproject
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