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Pergola: In sua movenza

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Il Teatro della Pergola riproporrà il 12 aprile prossimo lo spettacolo-visita guidata del teatro "In sua movenza è fermo". Si tratta di un viaggio, raccontato e recitato, alla scoperta dei segreti di una delle perle della città di Firenze.
Lo spettacolo andrà in scena in sei turni: 10:30, 11:30, 12:30, 20:00, 21:00 e 22:00. Per informazioni e prenotazioni, tel: 333-2284784.
Quest'anno la rappresentazione sarà occasione per ricordare uno dei più illustri personaggi che abbiano lavorato alla Pergola: quell'Antonio Meucci, inventore del telefono, che nacque il 13 aprile 1808.

Nonostante il programma di quest'anno preveda alcune differenze rispetto alle edizioni precedenti, vi riproponiamo quanto scrivemmo su "In sua movenza è fermo" lo scorso anno:


Da un'idea di Riccardo Ventrella. Testi e regia di Giovanni Micoli. Interpreti e personaggi: Mario Minoretti è Alessandro Lanari, l'impresario; Fabio Baronti è Antonio Meucci, l'inventore; Sabrina Tinalli è la sarta di Eleonora Duse; Natalia Strozzi è la soprano Barbieri Nini; Marcello Allegrini è Cesare Canovetti, il capo macchinista. Macchineria: Alessandro Pirali, Filippo Lagna. Luci: Samuele Batistoni, Filippo Mancini. Costumi  Silvia Bocciolini.
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I palchi del Teatro della Pergola

Una visita guidata attraverso i segreti e la storia della Pergola. Alla scoperta della città, ormai sepolta, che sorgeva alle spalle del teatro, in cui vivevano teatranti, macchinisti, sarti, scenografi; e in cui splendevano botteghe di parrucche, di costumi… Insomma una piccola comunità autarchica che aveva tutto quanto servisse a un teatro. Così scopriamo le strette vie in cui passavano le carrozze che trasportavano i materiali, la botola attraverso la quale salivano le scenografie sul palcoscenico, il pozzo in cui le lavandaie tingevano i costumi. Un labirinto nascosto, che un tempo era parte viva della rete urbanistica della città.
Ma anche una visita ai segreti del teatro stesso o alla riscoperta di quei posti che si conoscono solo parzialmente: lo storico primo camerino, costruito nel 1906 per Eleonora Duse, il passaggio nascosto per gli ecclesiastici che volevano vedere, senza essere visti, gli spettacoli licenziosi, e che portava al cosiddetto “camerino del vescovo”; ma anche il Saloncino, che oggi viene usato, non solo per spettacoli, ma anche per cene e feste danzanti, mentre sotto il fascismo era stato trasformato in una palestra per pugili e schermidori; e soprattutto l’emozione del palcoscenico, enorme, profondo ben venticinque metri, sul quale domina la graticcia dei macchinisti, con i suoi diciotto metri di altezza; e ancora la meravigliosa scala a chiocciola ottocentesca per la graticcia. Ma soprattutto la scoperta, nel sottosuolo, di una macchina straordinaria, inventata dal capo-macchinista di metà ottocento, Cesare Canovetti, che è servita (finché l’alluvione del 1966 non l’ha resa inutilizzabile) a sollevare l’intera platea, per portarla all’altezza del palco, in modo tale da poter organizzare feste da ballo e cene pantagrueliche.
Il teatro della Pergola fino alla fine dell’800 era prettamente musicale, e per questo la visita ripercorre uno dei più importanti passaggi della sua storia lirica: la prima assoluta del Macbeth di Giuseppe Verdi, avvenuta nel 1847, che segnò l’inizio del successo di Shakespeare nel nostro paese; in una versione tra l’altro mai replicata, perché successivamente l’autore abbassò la tonalità irripetibile delle arie del soprano Marianna Barbieri Nini, per renderle accessibili anche alle altre cantanti.
Un viaggio divertente, per lunghi tratti spiritoso, accompagnato da attori garbati, tra cui spiccano, a nostro giudizio, Mario Altemura e Sabrina Tinelli, nel quale ci viene anche ricordato che la Pergola è stato il primo teatro all’italiana mai realizzato al mondo: nel 1656 infatti, fu deciso di realizzare un sistema di palchi, a dominare la platea, perché era bene trovare il modo di tenere separati i fiorentini, popolo proverbialmente litigioso.

Giulio Gori - DEA

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