Vittorio G., un operatore turistico barese di 42 anni, ieri ha deciso di farla finita. Si è dato fuoco. Sotto gli occhi di moglie, fratello, mamma.
Lo ha schiacciato, come ha scritto nelle tre lettere lasciate ai familiari, il non essere in grado di dare pane e dignità e futuro alla consorte e ai due figli, 8 e 12 anni a causa degli innumerevoli debiti accumulati, il mutuo, i tre assegni scoperti, roba da 8.307,40 euro, 400,50 e 199,90. Trenta-quarantamila euro che non aveva. "Non era in balia degli strozzini né della rata "impazzita" per la casa - dicono in questura - Un uomo della sua età, pieno di energie e di progetti, poteva farcela a rimediare".
Si è tolto la vita davanti alle persone a lui più care, sul sagrato della chiesa Sacra Famiglia di via Martin Lutero. Si è cosparso di benzina e ha appiccato il fuoco.
Nicoletta Consumi - DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






