La proposta risponde a obiettivi e necessità prioritari per il governo del territorio. Risponde a criteri di semplificazione e razionalizzazione del sistema toscano ed è stata studiata per ottimizzare le risorse, migliorare l'efficacia della gestione dei rifiuti, evitare ogni emergenza. Il testo così come è stato concepito e portato in Aula, non prevede alcun aumento di tariffe per i cittadini. In estrema sintesi, la proposta marca obiettivi quali l'adeguamento delle norme al codice ambientale del 2006 e alle procedure di formazione, l'adozione e l'approvazione degli strumenti di programmazione a quelli previsti per gli atti di governo del territorio e alla scelta fatta con la legge 1/2005 che assoggetta gli strumenti della pianificazione sui rifiuti alla disciplina urbanistica. Tra le necessità, l'articolazione del sistema territoriale di ambito che vede un dimensionamento sovraprovinciale con procedure di pianificazione su quella scala ottimale per le scelte sulla chiusura del ciclo sotto il profilo economico,ambientale, sociale. Gli ATO rifiuti saranno aggregati in ATO CENTRO (Firenze,Prato, Pistoia), ATO COSTA (Livorno, Pisa, Massa Carrara e Lucca) e ATO SUD (Siena,Arezzo e Grosseto).E' chiara la portata innovativa che centra finalità condivise e poste dalla normativa nazionale e dalla programmazione regionale. Ed è molto chiara anche la disciplina dell'esercizio dei poteri sostitutivi, da parte del presidente della Giunta regionale nei confronti dei soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti per la realizzazione degli impianti di smaltimento nelle situazioni di emergenza (articolo 13); da parte della Regione nei confronti delle province ai sensi della LR 88/98 per l'approvazione della pianificazione interprovinciale nei tempi e con le procedure previste e per l'ottenimento della autosufficienza di ambito (articolo 18); delle province nei confronti delle comunità di ambito territoriale ottimale per l'approvazione dei relativi piani industriali(articolo 14) e della Regione nei confronti dei comuni per gli adempimenti relativi ala costituzione delle comunità d'ambito (articolo 24).La legge nella sua parte tecnica: le principali scadenze.Dall'entrata in vigore della proposta di legge di modifica alla LR 25/1998, le varie scadenze sono così fissate:
Regione: Entro un mese dovrà essere approvato lo statuto delle nuove Comunità di Ambito; entro quattro, lo schema tipo del contratto di servizio per gli affidamenti.Province: entro 18 mesi dovranno essere approvati i piani interprovinciali.
Comuni: entro 6 mesi dovranno essere costituite le nuove Comunità di Ambito in forma di Consorzio.
Vecchie Comunità di Ambito: entro 3 mesi dovranno dare avvio alle procedure di affidamento del servizio tenendo conto, nella determinazione dell'importo a base di gara, dell'incidenza dei costi della sicurezza e dei costi della manodopera.
Nuove Comunità di Ambito: dovranno procedere all'approvazione del Piano industriale in un termine fissato in sei mesi per l'adozione più 60 giorni per l'approvazione. Hanno poi a disposizione 4 mesi.
DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






