Una tempesta violentissima si è abbattuta ieri sulla regione del Mar Nero, con venti a oltre 20km orari, e onde alte cinque metri che hanno spezzato una petroliera in due tronconi e fatto colare a picco quattro mercantili in una catena di incidenti. Una vera catastrofe ecologica. Nella zona colpita dello stretto di Kerch che collega il mare di Azov al Mar Nero, in rapida successione sono finite in acqua tra le 1300 e 2000 tonnellate di gasolio fuoriuscite dalla petroliera russa “Volganeft- 139”, e migliaia di tonnellate di zolfo trasportate dalle altre navi mercantili, spinte l’una contro l’altra dalla furia della bufera. Inoltre in fondo al mare vi sono anche 5600 tonnellate di materiali ferrosi che la quarta nave affondata aveva nelle stive. Il mercantile georgiano si è inabissato non lontano dal porto ucraino di Khersones in Crimea. I soccorritori partiti dal porto russo di Kavkaz hanno portato in salvo la maggior parte delle persone imbarcate, tra le quali 11 dell’ equipaggio della petroliera ma mancano ancora all’appello oltre 20 marinai. La portata dei danni provocati all’ambiente da questo mix di gasolio e zolfo non è ancora chiaro, anche se si sa che è un mix potenzialmente devastante e sono gia in molti a parlare di catastrofe. Termine usato anche da Oleg Mitlov , vicedirettore dell’agenzia russa per l’ambiente, “ora potrebbero volerci anni per bonificare l’area - ha spiegato alla tv - il gasolio è pesante e tende a depositarsi sui fondali”. Commenti preoccupanti arrivano anche dagli esperti italiani. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha proposto “una task force europea contro l’inquinamento” e ha promesso la sua totale disponibilità ad aiutare tutti, anche i paesi non europei. Il maltempo secondo gli esperti continuerà ancora per tre giorni, e potrebbe provocare altri disastri. Un'altra petroliera e stata investita ieri da un onda talmente poderosa da provocare uno squarcio, e per fortuna non ci sono state fuoriuscite. “La situazione ambientale è molto seria, e non solo per gli idrocarburi – precisa Silvio Greco, direttore scientifico dell’Istituto per la ricerca applicata al mare del Ministero dell’Ambiente.- lo zolfo potrebbe alterare la composizione chimica del mare e diventare velenoso per le specie marine.” Ma il pesante inquinamento del Mar Nero riguarda tutti i paesi del bacino mediterraneo e non solo quelli che si affacciano sulle acque ormai inquinate e soffocate dai veleni. Il Mar Nero, o per lo meno la zona in questione, già da prima era molto inquinata dai rifiuti tossici scaricati dai complessi industriali dell’ ex Urss, poco attenti all’ambiente, in più è anche una zona chiusa dal ricambio difficile, tutti buoni motivi per considerarlo un vero e proprio cancro per il mediterraneo.
Rezarta Selam Eminaj - DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






