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Comitato per l'ambiente comunica

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"Cogeneratore di Calenzano: tre validi motivi per non seguire questo esempio"

Leggiamo sulla cronaca di Firenze del quotidiano "La Repubblica" del 3 novembre 2007 che il Comune di Scandicci sta valutando se "seguire l'esempio di Calenzano" a proposito del cosiddetto "cogeneratore a biomasse". Siccome ci siamo occupati più volte di questo argomento ci permettiamo di sottoporre al Comune di Scandicci alcuni buoni motivi per non ripetere gli errori che si stanno compiendo a Calenzano. Premettiamo che in generale non siamo contrari all'uso delle energie rinnovabili, ma allo stesso tempo riteniamo che questo uso debba essere valutato caso per caso, analizzando attentamente le situazioni concrete. Per il "cogeneratore" di Calenzano  innanzi tutto c'è il problema dell'approvvigionamento. In base al progetto occorrono ben 10.000 tonnellate all'anno di legna da bruciare, il combustibile scelto per far funzionare l'impianto. Domanda: da dove si prenderà tutta questa legna? Il Comune ha dato le risposte più varie: prima dalle potature dei boschi di Calenzano, poi si è parlato di zone limitrofe, poi del Mugello, poi del Casentino. E infine, non sapendo più a che bosco votarsi, l'assessore all'ambiente ha dichiarato ad un periodico locale che farà progettare «l'allestimento di circa 100 ettari di terreni da destinare ad alberi» (vedi "Metropoli - La Piana" venerdi 6 aprile 2007 pagina 15). Però senza fornire nessun dettaglio né sui costi, né su quali siano questi terreni, né sui tempi di realizzazione. Segno evidente che si naviga a vista: intanto si costruisce l'impianto, il resto si vedrà. E' vero che in Italia esistono altri impianti di questo tipo. Ma è anche vero che si inseriscono in realtà territoriali e produttive completamente diverse dalla nostra, cioè in zone dove il combustibile necessario (scarti di segheria, scarti agricoli e altro) è abbondante e facilmente reperibile. E' evidente che se l'impianto utilizzerà un combustibile proveniente da lontano, il suo trasporto comporterà un "bilancio ambientale" negativo: le emissioni inquinanti dei camion saranno maggiori delle emissioni "risparmiate" con il "cogeneratore". Queste semplici considerazioni però non sono state prese in esame né dal Comune di Calenzano, né dalla Provincia di Firenze che ha autorizzato l'impianto. Infatti nel verbale della riunione del 12 giugno 2006 che ha dato il via libera al "cogeneratore" si precisa che "l'approvvigionamento della risorsa, le modalità organizzative e la gestione della raccolta e relativo conferimento dell'impianto" non verranno esaminati e quindi si passa ad altro. Tutto questo ci preoccupa, anche perché l'assessore all'ambiente di Calenzano nell'assemblea pubblica del 6 febbraio 2007 ha affermato che l'impianto brucerà anche "rifiuti legnosi" provenienti da "Quadrifoglio spa", cioè l'azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nell'area fiorentina. Ora, un impianto che brucia rifiuti, non importa di che genere, per la legge si chiama "inceneritore". Con tutto quello che ne consegue. Secondo problema. Il "cogeneratore" calenzanese dovrebbe sorgere nei pressi di una "azienda a rischio di incidenti rilevanti", i depositi di carburanti di "ENI spa". Anzi, per essere più precisi, il "cogeneratore"  si troverebbe a circa 70 metri dai depositi più piccoli e a circa 200 metri dai depositi più grandi. Tanto per capire, questo tipo di aziende sono soggette alle cosiddette "Leggi Seveso". Quindi ci sembra assurdo che sia stata scelta proprio questa zona, l'unica area industriale a rischio di incidente rilevante presente nel Comune, per costruire il "cogeneratore". Ancora più assurdo ci sembra il fatto che nella riunione del 12 giugno 2006 sopra ricordata non si sia affrontato nemmeno questo problema. Terzo problema. Nel novembre 2005 è stata costituita una società ad hoc per la costruzione e la gestione del "cogeneratore" denominata "Biogenera srl", con capitale sociale di 50.000 Euro. Le quote sono state così suddivise: Comune di Calenzano 45%, Consiag spa 45%, Quadrifoglio spa 10%. Il presidente del consiglio di amministrazione è l'assessore all'ambiente del Comune di Calenzano, l'amministratore delegato è un funzionario di Consiag spa. Domanda: come fa una società con soli 50.000 Euro di capitale sociale a costruire un impianto che costa circa 8 milioni di Euro? Con quali soldi? E poi come fa a gestirlo? Nell'articolo di "Repubblica" l'assessore all'ambiente afferma che "l'impianto ammortizzerà celermente" l'investimento. Già, ma in che modo? Per informazioni: Via del Saccardo 50 c/o Circolo MCL "La Concordia" - 50041  CALENZANO  (FI) e-mail: cpa_exroller@yahoo.it
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Marzo 2008 15:11 )  

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