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Conoscere i nostri vicini - Intervista

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CONOSCERE I NOSTRI VICINI  - Intervista a Marta Vitale Badaco


Marta Vitale Badaco è una giovane donna impegnata nel sociale e soprattutto interessata a conoscere le dinamiche concernenti i rapporti con i popoli del Mediterraneo di origine araba.
Laureatasi giovanissima in giurisprudenza con il massimo dei voti, dopo aver svolto la pratica forense, ha deciso di specializzarsi in diritto ed economia dei paesi del Mediterraneo, vincendo due  borse di studio rispettivamente presso il CERIS  di Palermo e l'Università degli stranieri di Perugia.  Tali percorsi, dedicati a studenti e giovani professionisti  sia italiani che provenienti dai Paesi arabi, le hanno consentito di allargare i suoi orizzonti dal punto di vista personale e professionale, di abbattere i pregiudizi sociali verso  culture diverse  ed intraprendere un percorso di vita e di studi legato alla comprensione dei punti di incontro e delle differenze.
Appassionata di lingue, oltre all'inglese,francese, spagnolo ha avuto la grande opportunità di studiare la lingua araba presso la Scuola di lingue Estere dell'Esercito Italiano a Perugia; ciò le ha sicuramente consentito di approfondire i suoi studi ma soprattutto di conoscere ed apprezzare la gente e le diversità culturali come fonte di inclusione sociale.
 A lei ho voluto rivolgere delle domande per capire cosa la spinge a conoscere il mondo arabo e andare alla ricerca di esperienze fuori dal mondo siciliano in cui vive comunemente. 
D - Sei, come sto cercando di capire, una donna impegnata nel sociale. Cosa ti ha spinto ad interessarti del mondo arabo che è a due passi da noi e che pure risulta in massima parte sconosciuto?
R- Da qualche anno vivo e lavoro a contatto con persone provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente. Inizialmente impreparata linguisticamente e culturalmente ,mi sarei aspettata uno "scontro" culturale ed invece ho trovato di fronte a me persone molto più tolleranti ed aperte di quanto mi aspettassi. Ciò mi ha portato a riflettere; in un mondo dai contorni incerti dove, di fronte all'evidenza del multiculturalismo, ci si ostina a contrapporre un pensiero unico , conoscere i nostri "vicini" e instaurare con essi un dialogo mi è sembrata una via quasi naturale, e la riflessione si è trasformata in  desiderio di studiare, vivere e soprattutto capire. Si parla molto di Mediterraneo, tuttavia non si parla abbastanza dei fermenti positivi generati dalla circolarità delle popolazioni nel Mediterraneo. Culture diverse si sono incontrate ed hanno prodotto, nel passato, nuove culture e questa , a mio avviso, potrebbe essere una chiave di lettura diversa, utile per interpretare il presente e, soprattutto, per immaginare il futuro. D- Che tipo di esperienze hai compiuto e quali paesi dell'aria del Mediterraneo hai visitato?
 R-Grazie al supporto della diocesi di Mazara del Vallo, ho avuto la possibilità di trascorrere tre  meravigliosi mesi in Tunisia, lì ho collaborato con diverse NGO ed ho avuto modo di studiare la tematica delle adozioni internazionali e del dialogo interreligioso frequentando la ricchissima biblioteca diocesana di Tunisi. Inoltre ho vissuto e lavorato come insegnante d' italiano in Marocco dove ho anche avuto la possibilità di imparare il dialetto locale.
D- Pensi che si possa costruire un dialogo interreligioso con gente che vive e pensa in modo completamente diverso dal nostro?
R- Penso che la sfida oggi sia quella di passare da una società multiculturale ad una interculturale dove le identità culturali, religiose ed etniche non entrino in conflitto ma creino un armonia delle differenze. Solo superando i punti di vista egocentrici, il pregiudizio e lo stereotipo, potrà  diffondersi una sana convivenza umana basata sul rispetto, accoglienza e condivisione. Il dialogo interreligioso , doveroso a mio avviso, rappresenta lo strumento chiave per una vicendevole conoscenza fra le diverse fedi religiose basato sulla tolleranza  ed il rispetto reciproco.


 MARIA GRAZIA VITALE

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Maggio 2012 12:20 )  

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