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La guerra continua: nuovi aggiornamenti

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Sembra che le truppe russe stiano per entrare a Severodonetsk (1). Visto il livello di parzialità di tutte le fonti, su quello che succede realmente "sul campo" è possibile solo fare congetture, ma anche Kiev considera ormai perduta quella città. Nel Donbass, dove i russi possono contare su qualche sostegno nella popolazione locale, Putin può ancora ottenere qualche successo, ma queste piccole vittorie non possono cambiare l'andamento generale del conflitto. L'esercito russo è demotivato, mal equipaggiato e mal diretto, e per ciò incapace di sostenere una guerra di logoramento. Mentre l'esercito ucraino può contare su forniture virtualmente illimitate da parte dell'Occidente, è diretto da generali capaci e dimostra tassi di diserzione significativamente minori dell'avversario. Ma la decisione lituana di  porre il blocco su parte delle merci in transito per l'enclave russa di Kaliningrad (2), qualche giorno fa, ha rischiato di essere un "punto di non ritorno". Sulla natura di questo blocco c'è una certa discordanza tra le varie fonti, tuttavia è indubitabile che essa ha rischiato seriamente di essere il "casus belli" di una nuova guerra mondiale.

Gli unici sforzi diplomatici di qualche serietà continuano ad essere solo quelli intrapresi dalla Turchia, soprattutto sulla questione fondamentale del grano (3). Chi scrive fatica a credere alle buone intenzioni di Erdogan, tuttavia è innegabile che al confronto della smania guerresca degli altri leader Nato costui ha dimostrato un minimo di ragionamento razionale, almeno su questa specifica questione. Ancora appaiono oscuri i moventi del governo di Ankara, che non può essere sospettato di un genuino interesse umanitario.

Gli altri leader dell'occidente, Draghi in prima linea, cercano in tutti i modi di provocare Mosca. Se Putin non ha ancora reagito seriamente a ciò, è solo perchè la potenza militare russa esiste solo nelle falsità delle opposte propagande. Questa guerra ha dimostrato come la corruzione a tutti i livelli abbia ridotto ad una sostanziale impotenza l'esercito russo. In occidente c'è il bisogno di giustificare le folli spese militari che portano sempre nuovi profitti ai "soliti noti", mentre a Mosca si deve giustificare il potere degli oligarchi. Quindi per opposte ragioni si finge una potenza che i fatti sul campo hanno dimostrato essere inesistente. Ma se i generali russi non hanno nessuna chance di vincere la resistenza ucraina sul terrono, un conflitto nucleare che annienterebbe l'intera umanità è ancora possibile. E ciò diventerà l'unica via d'uscita possibile (per quanto folle) per Putin se Draghi e gli altri insistono nel voler umiliare la Russia.

La strategia americana è quella di impantanare la Russia in un conflitto di durata che Putin non può vincere, e Zelensky -volente o nolente, ma probabilmente volente- è obbligato a assecondare i desideri di chi gli ha così generosamente dato "tutto il disponibile", tanto più perchè a guerra finita ci sarà da ricostruire praticamente tutto -e non lo faranno certo i russi. Se il premier ucraino si dimostra accondiscendente ai desideri dell'Occidente è probabile una qualche forma di "piano Marshall", ma se costui "riservasse sorprese" nei confronti di Biden & associati, è ovvio che un domani i soldi per ricostruire non ci saranno. E questo i capitalisti ucraini che sostengano il governo ucraino , non lo possono accettare, dopo tutte le spese sostenute.

Ancora da capire quale sarà esattamente il costo finale di tutto ciò per le classi popolari di ogni paese, ma possiamo stare certi che sarà "un conto salato".E, con il rincaro dei prezzi dei beni di prima necessità, lo stiamo già pagando.

Fabrizio Cucchi /DEApress

(1)https://www.bbc.com/news/world-europe-61920708
(2)https://www.bbc.com/news/world-europe-61878929
(3)https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/06/23/ucraina-le-forze-di-kiev-si-ritirano-da-severodonetsk_e850b1a3-34ac-469f-aeba-5798e800ae6c.html

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Giugno 2022 16:29 )  

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