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Crisi dei migranti tra Polonia e Bielorussia

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Continua la crisi dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia. Migliaia di persone stanno affrontando l'arrivo dell'inverno alle porte della Polonia, che sta usando "il pugno di ferro" per  respingere i tentativi di entrare nel paese (e nella UE). Mentre nei giorni scorsi sono stati arrestati una cinquantina di migranti, ed è stata ipotizzata anche la costruzione di un muro, come se non bastasse la barriera di filo spinato le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, il sito web della BBC (1) riporta oggi la notizia della contromossa del premier Alexander Lukashenko alla minaccia di (nuove) sanzioni da parte della Comunità europea. Costui avrebbe "giocato al rialzo" mettendo sul tavolo la possibiltà di una ritorsione da parte bielorussa: " "E se interrompessimo le forniture di gas naturale?". Questa minaccia non può essere presa alla leggera, anche stante il sostanziale sostegno di Putin alla posizione del governo bielorusso.

La vicenda dei migranti ha visto molti politici cercare di "portare acqua " al proprio mulino, soprattutto per peggiorare il già diffuso nazionalismo e per far dimenticare i punti di attrito tra la Polonia e il resto della Ue (come l'aborto, il cui divieto in Polonia è stato -proprio in queste ore- condannato dal Parlamento Europeo). Molti politici italiani sono coinvolti a vario titolo nella vicenda. Si parte dal commissario economico Paolo Gentiloni che è il portabandiera dei "falchi" della Ue, all'immancabile Salvini che ha annunciato la sua intenzione di recarsi in Polonia (2).

La zona intorno alla città polacca di Kuznica sembra essere l'epicentro della questione. E' evidente che questa vicenda sta diventando un vero e proprio "banco di prova" per molti difficili equilibri dell'intero continente europeo. La Polonia è scomoda per l'immagine "democratica e progressista" che la Ue vuole dare di sè al mondo intero, ma al tempo stesso è utile e estremamente volenterosa per "fare il lavoro sporco"...Un pò come succede per l'Ungheria, che se non può più definirsi un paese "moderno" sotto le politiche del leader Orban, è però essenziale per la Ue per respingere i migranti provenienti dalla "rotta balcanica". D'altro canto il Lukashenko e il Putin hanno "buon gioco" nel demonizzare l'occidente, facendo passare in secondo piano i propri problemi casalinghi, tra cui l'autoritarismo di entrambi i regimi e una situazione economica non proprio florida. 

E' il classico "segreto di Pulcinella" che le barriere ai confini servono solo come strumento di propaganda per incrementare l'odio tra i poveri. I migranti, anello più debole di tutto il sistema di cose, sono costretti a rimanere senza diritti, clandestini e per ciò maggiormente sfruttabili. Le aziende della Ue hanno bisogno che essi rimangano proprio così, per fornire manodopera a costo zero, e ricattabile con la minaccia dell'espulsione. Il continuo incremento dei profitti dei "soliti noti" è il segreto movente delle azioni di ogni leadership attuale.

Fabrizio Cucchi /DEApress

(1)https://www.bbc.com/news/world-europe-59246899
(2)https://www.repubblica.it/politica/2021/11/11/news/salvini_polonia_migranti_lamorgese-325956886/

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Novembre 2021 18:58 )  

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