Gauri Lankesh, critica di sinistra e laicista dell'estremismo Hindu e del partito nazionalista che governa l'India, è stata uccisa martedì scorso nella sua casa a Bangalore. La reporter, 55 anni, era direttrice del settimanale "Lankesh Patrike" in lingua kannada (parlata in Karnataka ) ed è stata uccisa a colpi di pistola davanti a casa. Si opponeva alla violenza settaria nel paese e difendeva i diritti delle minoranze. Aveva definito "fascista" la politica del partito di Modi, il BJP ed era accusata di essere vicina ai ribelli maoisti. Si definiva anti-Modi, anti BJP.
"E' la morte della democrazia e dei valori costiruzionali" ha detto KL Ashok del Komu Souharda Vedike (Communal Harmony Forum), che lavorava a stretto contatto con la reporter.
Nel 2015 l'idelogo della sinistra Prof MM Kalburgi (che scriveva in lingua kannada) , vincitore del Sahitya Academy Award fu ucciso da una persona non identificata sulla porta di casa; nello stesso anno era stato ucciso un leader comunista.
Diverse persone si sono radunate per protestare davanti all'abitazione della giornalista uccisa, che di recente aveva parlato di "rischio per la libertà di espressione". Ci sono state proteste anche nella capitale Delhi.
Nel novembre la Lankesh era stata accusata da una corte di aver diffamato due leader del BJP in alcuni articoli del 2008. Era stata condannata a sei mesi di prigione e a una multa. I sospetti si concentrano sul gruppo dell'estrema destra induista Sanatan Sanstha.
Secondo il settimanale Outlook il partito di governo strumentalizzerà l'omicidio dicendo che legge e ordine vanno rafforzate, mentre l'opposizione (in particolar modo il Congresso) accuserà il govverno di fomentare l'estremismo che la Lankesh combatteva. Il Primo Ministro del Karnataka, esponente del Congresso, ha detto di aver perso un'amica. Rahul Gandhi ha detto che la Lankesh vivrà sempre nel suo cuore. Comunque giornalisti e attivisti sono sempre più spesso bersaglio del nazionalismo hindu secondo Reporters without borders, mentre i media mainstream tendono ad autocensurarsi.
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