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Intervista ad una donna sahrawi rifugiata in Algeria

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Tra le genti saharawi (abitanti autoctoni del Sahara occidentale) la donna ha sempre avuto un ruolo primario e fondamentale sia  nella cultura di appartenenza che nella trasmissione di valori sociali. Durante questi anni di diaspora la struttura della famiglia e il ruolo della donna non hanno perduto l'identità anzi hanno continuato a trasmetterle alle nuove generazioni. Durante un incontro nei campi profughi ho chiesto ad una donna saharawi di parlarmi della sua storia politica e personale.

Domanda: Ricordi qualcosa di quando la tua famiglia con te piccola scappò verso l'Algeria?

Risposta: Ricordo che mia madre lasciò mia sorella maggiore perché aiutasse mia nonna. Poi ricordo la paura e la corsa con le macchine verso il deserto polveroso Ricordo che la sera intorno al fuoco gli anziani parlavano tra loro e le donne sospiravano e piangevano pensando alla famiglia che avevano lasciato. Molte donne avevano affidato i propri figli ai parenti e questo era un dolore terribile.

Quando arrivammo nel nulla e iniziammo a montare le tende ci dissero che sarebbe venuto presto un Referendum che avrebbe riconosciuto i nostri diritti. I miei genitori avevano iniziato ad occuparsi di politica già durante la colonizzazione spagnola, avevano lavorato per i diritti delle donne e degli uomini e discutevano di boicottaggio del processo produttivo coloniale. La mia infanzia nei campi è stata ottima, c'era per tutti l`accesso alle scuole e alle attività lavorative. I miei fratelli andaro addirittura a studiare a Cuba. Eravamo in grado di mantenere e trasmettere la cultura saharawi e la nostra formazione era buona.

D. Dopo tutti questi anni, quale ruolo svolge oggi la donna nei campi profughi?

R.: Il nostro ruolo è primario. Con le scuole abbiamo recuperato e mantenuto questo grande patrimonio per poterlo mettere a disposizione della famiglia e del paese impegnato nella lotta di liberazione. Il ruolo che le donne svolgono,rappresenta la forza e determinazione, che abbiamo messo nel credere nel nostro domani. Grazie agli scambi con altre culture che sono venute da noi abbiamo consolidato la nostra emancipazione.

D.: La vostra capacità e impegno ci fanno pensare che la posizione assunta dalla donna saharawi nella sua società attuale  sia, come tu dici,  molto emancipata, Ma non pensi che potrà regredire?

R.: No perché c'è una posizione attiva e paritaria nella lotta contro l'occupazione marocchina.

R.: L`organizzazione civile della societa` saharawi poggia essenzialmente sulla donna che predispone e dirige tutte le attività della vita quotidiana all`interno dei campi. Perhé?

R.:  Il motivo di una tale organizzazione è dato dal fatto che gli uomini sono impegnati a condurre la guerra di liberazione militare e diplomatica, quindi assenti. E' innegabile la profonda diversità culturale sia dell'uomo che della donna con il resto del mondo arabo.

D.: Come vivono questa stessa situazione le donne dall'altra parte della barricata? Hai notizie di tua sorella?

R.: Sì possiamo parlare fra di noi a telefono, impensabile fino a qualche anno fa. Lei, dato che aveva il passaporto ha vissuto per un periodo in Spagna  e poi è tornata nel Sahara occidentale. Se vai a Dakhla portale i miei saluti.

DOPO QUESTA INTERVISTA HO DECISO DI ANDARE A DAKHLA PER INTERVISTARE LE DONNE CHE VIVONO SOTTO IL GOVERNO DEL MAROCCO.

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Marzo 2017 16:28 )  

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