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Donne tunisine

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Tra i paesi del Mediterraneo che in questo momento, sulla questione femminile,  sta attraversando un periodo buio, c'è la Tunisia. Le donne in particolar modo erano rispettate e condividevano con gli uomini le scelte, venivano quindi considerate non oggetto ma soggetto attivo. La Tunisia fino a qualche anno fa era il paese più "moderno" del Nord Africa, aveva sviluppato contatti con i paesi del Mediterraneo e conquistato diritti fondamentali di eguaglianza.

Nel mondo islamico molti paesi avevano raggiunto lo standard sociale che teneva alto l'orgoglio delle conquiste femminili e la Tunisia era al primo posto. Ricordiamoci il codice del 1956 siglato dal fondatore della Repubblica tunisina Habib Bourguiba che garantiva fino ad ieri, stessi diritti ad uomini e donne, e sanciva con chiarezza l'uguaglianza. Altre conquiste: il rifiuto delle donne a portare il velo e i diritti acquisiti dalle donne divorziate. Perfino Bourguiba (che era un vero dittatore) si considerava progressista perché lanciava il messaggio che senza le donne attive non ci sarebbe stato futuro.

Dopo le elezioni di ottobre 2011, un vento che sembrava nuovo ha spazzato tutto questo, un vento vecchio  che ha sopraffatto la moderna Tunisia. Non c'erano festeggiamenti nelle strade di Tunisi dopo la vittoria di Ennahda, ero presente, mentre tutti i giornalisti vennero portati nella sede vincente ad intervistare i vinti, Deapress era nelle strade a sentire gli umori della gente semplice.

Per la prima volta una elezione libera dopo la disfatta di Ben Alì, ma dove erano i rivoluzionari delle cosiddetta "primavera araba"? Tutti quelli che incontravamo erano perplessi....ci siamo domandate, quanta gente non è andata a votare? E quanta pubblicità hanno fatto i partiti religiosi?

Le  lunghe file per votare sotto il sole ci aveva dato la speranza di un cambiamento ma la nuova costituzione tunisina ce l'ha tolta ed abbiamo constatato che una ventata di moralizzazione e immobilismo sta attraversando tutto il Mondo islamico, con un rinato scenario feudale.

"Lo Stato garantisce la protezione dei diritti della donna e delle sue conquiste nella famiglia secondo il principio di complementarietà con l'uomo e nello sviluppo del Paese al suo fianco" con questo scritto abbiamo avuto chiaro dell'inganno e  la critica rivolta alla propria atleta Habiba Ghribi durante le Olimpiadi di Londra (vincitrice di medaglia d'argento) per il fatto che aveva corso in pantaloncini e maglietta succinta, ce l'ha confermato. Quindi, la parola "uguali diritti"  viene derisa dalla parola protezione e la complementarietà uccide il rispetto dell'uguaglianza. La donna è diventata appendice dell'uomo: prima al fianco del padre, del marito, del figlio maschio.

Fino ad oggi, le donne tunisine potevano divorziare senza attese di anni, dare il cognome ai figli se erano single e perfino abortire, erano scolarizzate, impegnate nel lavoro e protagoniste in pubblico, ora  invece torneranno ad essere complementari all'uomo.

La Tunisia, si trova tra il vecchio e il nuovo senza potersi difendere. Anche se  ragazze, donne e anche bambine hanno protestato  in  migliaia nelle città grandi e piccole gridando la loro voglia di libertà contro queste nuove prevaricazioni.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Ottobre 2012 20:41 )  

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