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ADUC comunica...Ma le Banche che delinquono...

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L'irriverente. Ma le banche che delinquono non muoiono mai, come invece accade per i comuni mortali?

Firenze, 27 Dicembre 2014. Le multe che le banche hanno dovuto pagare nel 2014, secondo i calcoli del quotidiano “Financial Times”, ammontano a 56 miliardi di dollari in sanzioni e patteggiamenti con le autorita'. La maggiore multa e' quella della Bank of America, 16,65 miliardi di dollari patteggiati per aver ingannato gli investitori Usa sui titoli legati ai mutui. Spicca la multa Usa di 8,83 miliardi alla francese Bnp Paribas per aver violato le leggi sulle sanzioni a Iran, Sudan e Cuba. Le maggiori banche al mondo, sanzionate da Usa, Gran Bretagna e Svizzera, ne sono coinvolte: Ubs, Citigroup, JP Morgan, Hsbc, Royal Bank of Scotland e, per l'appunto, Bank of America.
Colpisce l'incremento delle violazioni e delle sanzioni. In Gran Bretagna, per esempio, il valore medio delle sanzioni e' quintuplicato: la Fca (Financial Conduct Authority) le ha portate da 624.000 sterline a 3,2 milioni. I casi sono due: i controlli sono maggiori oppure il tasso di illecito/delinquenza delle banche e' aumentato per vari motivi (la crisi c'e' per tutti e ognuno si difende come puo'?).
Le banche sono un importante e determinante tassello della nostra vita economica, anche e soprattutto per quelli come noi, cioe' l'utente finale, quello che ha un conto corrente, paga le bollette, chiede un prestito, cioe' fa ruotare la propria vita economica (e relative conseguenze) intorno ai rapporti che ha intessuto con il proprio istituto di credito; rapporti che, dal nostro osservatorio di associazione, sono sempre piu' difficili, soprattutto per una esponenziale crescita dell'arroganza e aggressivita' delle banche nei confronti dei piu' deboli. Per fortuna, da non molto tempo, per molte controverse con le banche esiste l'Arbitro Bancario Finanziario (Abf), istituito presso la Banca d'Italia e che, nella maggior parte dei casi che gli vengono sottoposti dagli utenti, riconosce le ragioni di questi ultimi, anche se i tempi per ottenere “giustizia” spesso non sono funzionali alle emergenze che le banche stesse hanno creato ad arte contro i loro clienti. Clienti che sono comuni mortali che, se nella loro attivita' imprenditoriale/economica non mantengono i patti stabiliti o li violano in modo eclatante, ci rimettono tutto e chiudono.
Nella categoria dei comuni mortali, pero', non ci sono gli istituti di credito, cosi' come accade per le grandi aziende che sperperano capitali pubblici e privati a danno della comunita' (Alitalia, e' solo uno degli esempi). Ai comuni mortali si contrappongono gli immortali, piu' o meno comuni. Piu' e' alto il tasso di illecito/reato di questi immortali, piu' viene confermata la loro indifferenza di fronte alle leggi mortali della natura umana ed economica. Talvolta ci dicono che questa immortalita' sia tale per il cosiddetto bene comune: se si fa morire un immortale per definizione, le conseguenze della deflagrazione sarebbero come uno tsunami. Potrebbe anche essere vero, ma ci si consenta un dubbio, visto che la proroga (quando c'e' l'intervento economico dello Stato) e l'accettazione (quando -avendo proprie risorse- li si lascia continuare ad agire nello stesso modo come se nulla fosse accaduto) della loro immortalita' e' diventata una costante.
Qualcosa non ci torna.
La parola fallimento - hai sbagliato l'obiettivo per cui ti eri costituito, hai creato un danno per la comunita', e quindi basta- per loro non esiste; mentre esiste per i comuni mortali, anche nei casi in cui sono falliti perche' vittime di questi istituti. Probabilmente siamo ingenui perche' crediamo che in democrazia -anche quella economica- le leggi siano uguali per tutti. E -sempre probabilmente- abbiamo dimenticato che la ragion di Stato non collima con “comunita'”, ma col potere esercitato al di sopra e oltre coloro che hanno un mandato elettorale. Poi dicono che bisogna avere fiducia nelle istituzioni....


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
Ufficio stampa: Tel.055290606 - Email: ufficiostampa@aduc.it

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Dicembre 2014 10:26 )  

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