Il quotidiano olandese Trouw pubblicato da Presseurop on line, spiega come i giovani europei siano sull'orlo di una disperazione sociale.
“In Europa ci sono 14 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Con la crisi il fenomeno cresce di anno in anno, assumendo i contorni di una vera emergenza sociale”.
“Un giovane napoletano disoccupato da tempo; una ragazza madre della Sassonia-Anhalt; un liceale di Lelystad che ha abbandonato la scuola; e un depresso di Vilnius che poltrisce tutto il giorno. Sono tutti giovani a rischio, estranei al mondo del lavoro, e a causa del perdurare della crisi economica sono sempre più emarginati dall'Europa che lavora”.
Leggere di un realtà così diffusa e così vergognosa lascia uno sgomento incredibile. E' così che l'Europa gestisce i suoi giovani? E' questa l'eredità che le generazioni più lontane hanno saputo lasciare ai propri giovani? Le società, le politiche europee non hanno saputo dare un futuro dignitoso ai giovani lasciandoli in balia delle insicurezze e delle restrizioni che hanno soltanto contribuito a negare le premesse che occorrono per far crescere un giovane: un'adeguata istruzione, molto spesso resa sempre più inefficace dai continui tagli sulle spese essenziali che un governo responsabile non dovrebbe mai ridurre se ha a cuore il futuro della propria Nazione. Il lavoro: la mancanza di un lavoro stabile nel tempo, aumenta le fragilità e le insicurezze del giovane negandogli la gioia di formarsi una famiglia. Una famiglia si crea consapevolmente, quando si hanno le sicurezze necessarie per far fronte alle proprie responsabilità.
I giovani sono le promesse del futuro. Ma se le Nazioni europee non sentono la necessità di questa certezza, l'Europa intera non avrà avvenire. Tutti i tentativi di pareggiare i conti in rosso – se non pensiamo seriamente al progresso delle nuove generazioni – sono pericolosi: ostinarsi sul pareggio del debito senza considerare, di pari importanza, la crescita, i valori sociali, i bisogni della base, rischiano di non risolvere la crisi ma semmai di prolungarne l'agonia.
Oggi i giovani si trovano mancanti di iniziative, di idee e ideali, forse perchè i grandi hanno tolto loro tutte le possibilità di sognare e realizzare i suoi sogni. L'egoismo uccide l'entusiasmo.
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