Il Centro Studi DEA dopo aver presentato nel mese di febbraio il libro
"Le scarpe dei suicidi" delle Edizioni libertarie di Torino
ora intervisterà Stefano Raspa del giornale "Umanità Nova"

«Umanità Nova è il titolo del Quotidiano anarchico in progetto, titolo mite, quasi evangelico, non intonato, qualcuno dice, al concitato respiro della società in fermento, al tumultuoso avvicendarsi di eventi, al minaccioso delinearsi di azioni violente e di propositi audaci di quest'ora che viviamo. (...) Umanità Nova! Esso abbraccia nella sua significazione completa il massimo delle nostre aspirazioni, e ci segna il cammino per pervenirvi senza deviamenti. (...) Ci incamminiamo verso l'ineluttabile.
La rivoluzione non è più un sogno; il comunismo libertario è una meta raggiungibile; l'ideale anarchico non è più un'utopia. Il grido della folla che esce tumultuoso dalle officine e sale dai campi sterminati e fecondi, rappresenta la più alta delle proteste umane contro la secolare sofferenza; Spartaco si accinge a spezzare le sue catene; le coscienze insorgono per la rinnovazione del mondo. Umanità Nova, meta suprema di tutte le nostre lotte e dei nostri dolori, noi ti adottiamo come simbolo luminoso di una visione vivente, e t'innalziamo al di sopra di tutte le folle, verso tutti i cuori, faro e bandiera di luce e di libertà.» Nella Giacomelli
Il giornale Umanità Nuova è stato fondato a Milano da Enrico Malatesta, nel febbraio 1920. E' un periodico italiano dell'anarchismo sociale e di vari movimenti che si autodefiniscono: libertari, antiautoritari, anticlericali, collettivi di lotte sul territorio, sindacalismo di base del modo del lavoro, Azione diretta, Ambientalisti, Appartenenti a spazi sociali libertari e di percorsi atogestionali.
La storia di Umanità Nuova ha inizio molto prima della sua uscita, addirittura nel 1909 con Ettore Molinari e Nella Giacomelli a cui venne l'idea di trasforare il pamphlet "La Protesta Umana" in giornale quotidiano. Nell'Aprile del 1919 a Firenze durante un convegno nazionale delle forze anarchiche e comuniste italiane, si convenne sulla necessità di stringersi in un'unione comunista anarchica. Uno dei punti cardini deldibattito fu la stampa; Molinari e Giacomelli proposero insieme a Emilio Spinaci un giornale nazionale e ottennero il via libera per realizzare un quotidiano di tutti gli anarchici per iniziare a raccogliere fondi e nella notte del 23/24 marzo 1921, dopo l'incendio della redazione tipografica - da parte dei fascisti - ritennero opportuno spostarla da Milano a Roma. Tra i sui collaboratorii ricordiamo Enrico Malatesta e Antonio Cieri (fondatori), Camillo Berneri, Armando Borghi e Carlo Frigerio.
In una lettera di Anna Kuliscioff a Filippo Turati, menzionata una tiratura di circa 100.000 copie (tutte diffuse....si dice) mentre del periodico dell'Avanti si stimavano 70.000 copie.
Il giornale usciva in edizione quotidiana poi il regime fascista lo chiuse e nel 1945 la pubblicazione riprese in forma settimanale fino ai nostri giorni..
Attualmente Umanità Nova è organo della FAI (Federazione Anarchica Italiana). Viene stampata settimanalmente presso una tipografia autogestita a Carrara e distribuita in tutta Italia attraverso i punti di diffusione (circoli e sedi anarchiche, biblioteche, centri sociali, edicole e librerie) e all'estero. Un elenco completo dei diffusori si può trovare sul sito web del settimanale. Gli incarichi sono a rotazione come per qualunque commissione di lavoro della FAI, rientra nell'ottica libertaria secondo cui bisogna evitare ogni cristallizzazione di ruoli e posizioni.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






