
Sanremo è sempre Sanremo - piace o non piace tutti ne parlano.
Quest'anno a Sanremo per dare un valore all'iniziativa, è stato fatto un omaggio al ricordo del cantautore Luigi Tenco (cinquantesimo dalla sua morte), riporto qui di seguito il biglietto d’addio che fu diffuso all'epoca, non so se questa versione trovata su internet è esatta:
“io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta verso il pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno.
Ciao. Luigi.”.
Questo atto di protesta, dopo cinquant'anni, è ancora da decifrare correttamente, bisognarà leggerla più volte e riflettere per trovare una giusta chiave di lettura rispetto a chi o a cosa si riferisce quando scrive "pubblico" (il prof. Pio Baldelli mi disse che forse intendeva dire "mass media omologato").
Alla luce dei nostri giorni il malessere sociale è aumentato, così come i suicidi che lanciano messaggi di accusa(contro precariato, tasse, crisi economica e di valori, ecc.). Probabilmente nulla è cambiato, anzi forse stiamo vivendo un periodo oscuro al quale neanche le canzonette portano un pò di chiarore!
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