Mi ricordo di Umberto Eco perché, negli anni settanta, era sempre presente ai dibattiti con i giovani, ero presente ad un incontro a Firenze con Pio Baldelli. Avevano idee simili sulla comunicazione e si scambiarono le loro opinioni sul concetto di massa. La sua ricerca era rivolta alle lotte e le questioni culturali che venivano affrontate con la diversificazione delle dinamiche sociali. Le sue lezioni erano frequentatissime e la sua dialettica era semplice ed efficace. Mal sopportato da vivo, legenda da morto.
Ciao Umberto, acuto osservatore delle dinamiche del nostro contemporaneo.