Stamattina, mentre andavo a lavoro, ascoltavo le notizie alla radio. Ad un certo punto ho sentito "Ad uccidere Giulio Regeni sarebbe stata la confraternita terrorista dei Fratelli Musulmani". Ho spento la radio sentendo montare una gran rabbia.
Perchè Giulio Regeni, oltre ad essere un ricercatore presso l'American University del Cairo, era anche un giornalista che faceva il lavoro scomodo di raccontare la verità. Forse addirittura è questo il motivo per cui è stato ucciso.
Come spiegato in modo semplice e puntuale da Lorenzo Declich sul sito dei Wu Ming "Abbiamo già tutte le informazioni sufficienti per definirlo un assassinio di Stato: chiunque voglia riaprire questa partita, dopo l’autopsia, lo farà per alzare polveroni, confondere le acque".
Ed è esattamente quello che sta accadendo.. Si alzano polveroni che aiutano solo a proteggere il regime al potere in Egitto.
Quando definiscono "confraternita terrorista" i Fratelli Musulmani, i giornalisti forse non sanno (mi auguro che l'errore nasca dall'ignoranza) che i Fratelli Musulmani alle prime ed uniche elezioni libere che si sono svolte in Egitto (quelle del 2012) hanno preso più di 5 milioni e mezzo di voti, diventando il partito più grande del paese e vincendo al secondo turno la presidenza. Forse i giornalisti non sanno che quel governo è stato rovesciato da un colpo di stato militare guidato niente poco di meno che dall'allora ministro della Difesa, il gen. Abd al-Fattah al-Sisi, attuale presidente. Forse i giornalisti non sanno che al-Sisi è stato eletto presidente con delle elezioni truccate: non tanto per brogli nelle urne quanto per l'esclusione dei Fratelli Musulmani e di altri partiti di opposizione, per gli arresti, le torture, le intimidazioni dei mesi precedenti. Elezioni tenute dopo quasi un anno di giunta militare, così poco credibili che ha votato meno della metà degli aventi diritto, elezioni che hanno visto il generale al-Sisi vincere con oltre il 95% dei voti. Forse i giornalisti non sanno nemmeno che la "giustizia" egiziana ha condannato a morte il deposto presidente, con tanto di processo.
Non è mia intenzione difendere i Fratelli Musulmani o le loro idee. Non voglio entrare nel merito dei loro rapporti con Hezbollah e Hamas. Quello che mi preme sottolineare è come sulla pelle di Giulio Regeni si stia finendo per legittimare e rafforzare la dittatura che l'ha ucciso, un regime che arresta, tortura e spesso uccide gli oppositori politici. Si finisce per dire che meno male che c'è il regime, perchè l'alternativa è una confraternita terrorista. Giulio Regeni è morto per le verità scomode che raccontava. Ora lo stanno uccidendo un'altra volta, approfittando della sua morte per raccontare menzogne e mezze verità.
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