In questi ultimi anni di tendenziale crisi ci auguriamo un 2016 di attenta riflessione.
Mi rivolgo soprattutto alle persone con capacità critiche e voglia di fare "un sano giornalismo" senza opportunismi verso la classe dominante.
L'apertura di nuovi spazi d'espressione deve far nascere nuove capacità al servizio del sociale contro la ripetizione autistica di informazioni indotte da modalità comuni che a volte sono di freno alla spinta intellettiva.
Direi che ci siamo imbottiti di pennivendoli che forti della definizione di "siamo tutti abitanti del territori europei" , tutti/e hanno perso di vista gli ideali e valori di semplicità.
Politici con esperienze passate e giovani rottamatori sono i nuovi autoproclamati detentori di Verità, Strategia e Semplificazione. Tutti/e alla ricerca del modello da applicare!
L'Ego primeggia e nascono BLOG che danno indicazioni e vorrebbero anche dare una Linea. Ma il giornalista eticamente corretto deve "fare inchiesta" per dimostrare e far conoscere la "controinformazione".
A quelli che "non fanno inchiesta", ma parlano per parlare dobbiamo dire basta! ci avete rotto perché siete fuori da pgni contesto storico. A coloro che vedono ma scrivono altre cose vorrei dire che parlare, vedere e scrivere è un'altra cosa: il giornalismo è figlio di un sentimento umano che deve mostrare le tante "verità".
Oggi, guerre e carestie sono prodotti per l'arricchimento del Capitale e quindi auguro a tutti/e riflessioni più attente di ieri, perché è a rischio la nostra sopravvivenza.
Riprendiamoci il pensiero, la parola e l'azione. E' necessario rideterminare il pensare per capire il mondo che ci troviamo davanti senza cadere in schemi precostituiti e dove analizzare dove e come viviamo, comprendere lo sviluppo delle nuove realtà e le sue relazioni all'interno delle dinamiche per agire senza preconcetti, superficialità e tatticismo. Basta con giudizi e sentenze dettate dalla povertà di visione!
Buon 2016
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