Il Gruppo fotografico D.E.A.press ha acettato la sfida degli archietti del Festival Mediarc 2015, che in una serie di convegni affronteranno la tematica "se Firenze muore".
Dieci fotografi hanno risposto e sono andati alla ricerca da un capo all'altro della città per sviscerare e approfondire nel migliore dei modi una diversa lettura dell'immagine urbana. Ognuno di loro ha scelto un percorso inusuale, con itinerari diversi. Vogliamo raccontare firenze, le sue periferie, i vicoli, attraverso scatti che parlino della mutazione antropologica del nostro contemporaneo e della passività dei suoi abitanti.
Le ultime opere architettoniche in città sovrastano Novoli, che da quartiere operaio si sta trasformando in zona di studenti, banche e uffici. L'Isolotto, con le case degli anni Sessanta, così come Le Minime e Le Piagge che mantengono intatta la composizione sociale proletaria e ancor di più sottoproletaria. L'analisi di questi percorsi è stata svolta dal gruppo di ricerca fotografica D.E.A.press per scoprire ambienti e substrati storico-geografici di una "urbis" con forte animo volto al sociale ma che soffre di architetture schizzofreniche.
Una città certamente monumentale ma con discrepanze e crisi di identità che superano "l'ordinario pensiero". Tracce che definiscono una cultura paragonablile ad una bella donna che maniene ancora i tratti giovanili. Con questa mostra i dieci autori hanno voluto riaprire la discussione su disagi, disomogeneità, divulgazione di una vita urbana, senza però trarre coclusioni ma pronta ad usera l'indagine "foto-logica" come schema di interpretazione contemporanea senza un prima e un dopo, ma segmentata e vissuta come città ribelle.
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