Italia contro Crisi: chi avrà la meglio?
È una battaglia senza esclusione di colpi quella tra l'Italia e la Crisi e nessuno dei due vuole arrendersi. Quando lo spread sembra in diminuzione e l'Italia in miglioramento torna tutto come prima.
Ma cos'è lo spread? É solo un termine usato per mettere paura ai cittadini Italiani o cosa?
Lo spread, questo “sconosciuto”, è il differenziale tra i titoli italiani a cinque e dieci anni (BTP) e i Bund tedeschi ed è un termine che, in questi tre anni è andato a salire fino a raggiungere i quattrocento punti base per poi, nel 2013, tornare ad un massimo di duecentosessantadue-sessantaquattro punti base.
Questo non è l'unico tema importante di questi anni di sofferenza per il popolo italiano, c'è anche quello delle borse che mettono in atto un “saliscendi” in un periodo che sembra lungo una vita, già proprio una vita che è stata distrutta da questa cosa che tutti chiamano: “ AUSTERITÀ”.
L' ultima puntata di “Crozza nel paese delle meraviglie” è iniziato proprio con l'affrontare il tema dell'austerità che, secondo una ricerca messa in atto da uno studente americano, l'equazione su cui si basa la nostra è sbagliata in quanto, i due economisti laureati ad Harvard, hanno tralasciato una colonna di excel.
La domanda che ci dobbiamo porre è: “Come abbiamo fatto a non accorgerci che l'equazione era sbagliata?”
I problemi dell'Italia hanno origini più antiche, il primo fra tutti è la grandissima e consolidata nel tempo, evasione fiscale; nel nostro stato le tasse sono sempre state pagate soltanto da dipendenti e pensionati ai quali viene applicata la ritenuta alla fonte, mentre interi gruppi sociali che vanno dall'avvocato all'imbianchino, come dal dentista al tassista hanno “allegramente” pagato un'inezia.
Altro piccolo “errore” è stato il mancato controllo del passaggio dalla lira all'euro, infatti, anche in questo caso, gli unici che hanno rispettato il cambio di 1936,27 sono stati stipendi e pensioni mentre i beni di vario genere hanno raddoppiato il loro valore dimezzando il potere d'acquisto delle famiglie italiane.
I consumi si sono fermati un po' in tutti i settori, non si trova lavoro e molti, che lo avevano, lo hanno perduto o lo stanno perdendo. Uno studio recente ha decretato che per tornare a livelli occupazionali che avevamo fino a tre anni fa dovremo aspettare circa sessantasette anni.
Per cercare di invertire questa tendenza abbiamo bisogno di una classe dirigente davvero intenzionata a studiare nuovi perocorsi per cercare il bene del paese. Ma la nostra classe dirigente e politica ha davvero le qualità per portarci fuori dalla Crisi? Altrimenti la guerra Italia verso Crisi si mangerà il futuro di almeno due generazioni.
Alessandro Meini/ DEApress
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