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La compagnia di Luca De Filippo nella commedia di Eduardo: tesori partenopei alla Pergola

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Dal 12 al 17 Gennaio, in scena al teatro della Pergola la compagnia di Luca De Filippo, che firma la regia dello spettacolo di Eduardo,Non ti pago, commedia composta sul finire della prima guerra mondiale.

La recitazione magistrale di Gianfelice Imparato ha l'arduo compito di sostituire la parte di Luca De Filippo e edulcorare il recente lutto del teatro italiano; nei panni del protagonista Ferdinando Quagliolo, egli riesce perfettamente a introdurci nelle tinte vivaci partenopee, cullando lo spettatore tra risate più o meno spensierate. 

La commedia è una piattaforma in cui chi asssite e non partecipa si trova immerso in una enfatica transvalutazione dei valori, rispetto a cui per esempio il sentimento dell'invidia diventa principio di equità e il sogno arte di divinazione con potenzialità scientifiche in quanto a probabilità di correttezza, nonchè opportunità di migliorare la propria vita. Il protagonista della vicenda comica e a tratti umoristica, dal sapore acre della riflessione, narra il contrasto tra il proprietario di un botteghino napoletano del lotto e il suo impiegato, “sfacciatamente fortunato”, espicitamente fortunato grazie alla quaterna indicatagli dal padre defunto dello stesso Ferdinando in sogno. Come se fosse la parafrasi a cielo aperto del contrappasso dantesco, Ferdinando gioca i numeri degli altri, le loro vittorie, i suoi numeri e le sue perdenti combinazioni, attendendo il fatidico giorno in cui riscuoterà la sua agognata vincita. Una vincita minuziosamente studiata, preparata, con un apposito rituale scaramantico, scrutando il cielo, decifrando gli organigrammi che questa trapunta di stelle risplende a chi è disposto a passar le notti sui tetti a tracciarne un'accurata analitica ermeneutica.

La comicità già nei meandri degli anfiteatri greco-romani nasceva dall'equivoco, dall'incomprensione, dal gesto reiterato e amplificato; nel caso specifico della commedia dei De Filippo, quell'equivoco scaturisce dall'interpretazione del sogno che, potenzialmente, può esser infinite cose (e tuttavia “si può presupporre la malafede del defunto?”). La capacità propriamente umana di attribuire un senso a ciò che si vede diventa, per antonomasia nell'ambientazione napoletana, capacità visionaria, talento di vedere oltre quello che c'è, e di filtrare le più svariate conclusioni dal ricco ambito della possibilità. Nel caso delle pareti di casa Quagliolo, quella possibilità è ludica e si alimenta dell'attesa della vincita, una convinzione tracciata tutta da un procedere argomentativo irrazionale che però nell'andamento dell'esecuzione acquista uno statuto rigoroso e razionale che inciampa solo nel confronto con le figure in scena del prete e dell'avvocato.

Il protagonista, isolato nella sua testarda convinzione di essere il titolare legittimo della vincita, legittimità condizionata dal ruolo del padre nell'ambientazione di Morfeo, si deve confrontare con un Bertolini che corteggia pure sua figlia, aspetto che darà l'input allo scioglimento della trama; un pater familias orgoglioso e possessivo, acconsentirà allo sposalizio della figlia, alla concessione della vincita alla nuova coppia e alla risoluzione della maledizione che egli mandò allo stesso Bertolini riconsegnandogli giorni addietro il biglietto della vincita. Una maledizione che impedì al prossimo genero di riscuotere la vincita, causandogli arti rotti e licenziamenti in vista e che infoltì la foto del Quaglioni Senior di decorazioni floreali apportate a mò di ringraziamento.

In conclusione, la serenità familiare potrà ricomporsi, perchè tutto è bene quel che finisce bene, con l'intercessione dell'aldilà!

L'universo del discorso che denota il significato delle scene è perimetrato dalla Smorfia, libro che risale al XVIII secolo, usato per dedurre dai vari sogni un corrispondente numerico giusto per la partita del lotto. Un'esperienza esoterica che si aggancia alla comicità tramite l'equivoco. Lo stesso libro è un tentativo di sistematizzare ciò che per definizione, il sogno, straborda i confini della categorizzazione. Gli stessi numeri sono la traduzione razionale, l'espressione di un senso che è tutto e niente insieme, indizio e segnale che recapitiamo da ciò che ci circonda. La Smorfia, oltre a limare la scena, è quel gesto che si frappone tra l'avvilimento e la risata, come la commedia in questione, Non ti pago, tra le raccolte di Eduardo, la Cantata dei giorni pari e la Cantata dei giorni dispari. La smorfia è quell'ammiccare che fa la spola tra ciò che è serio e ciò che abdica a questa serietà per agghindarsi della comicità. A fare da sfondo, un conguaglio di nuvole rose che sembrano adularci nel dosso olimpico del sogno, di ciò che non è plausibile eppure orienta il nostro agire. In questa irrazionalità, non c'è nessuna carta bollata che può addursi nelle aule dei tribunali, intrise di ragionamenti rigorosamente razionali, sistematici.

E, a proposito di strabordare, non ci sarà nessuna scrittura che potrà restituire l'ilarità e lo spessore che la performance ha regalato al pubblico in sala.

La legge Ferdinando Quagliolo promulgata seduta stante tra una schedina e l'altra rappresenta il ruolo che la fantasia ricopre nelle nostre vite, una fantasia che si nutre delle contraddizioni di uno dei Golfi più ammirati al mondo, quello napoletano, vetta che continua a ispirare numerosi artisti nella creazione delle loro opere. La storia della famiglia Imparato non è antelucana della ludopatia imperante del nostro secolo, retta temporale che diffonde a macchia d'olio la bacheca puntiforme dei centri Snai e delle ricevitorie in cui l'estrazione non è più l'evento a cui ci si prepara investendo non solo i propri soldi, ma le proprie abilità.

La scena di Imparato è addensata da attori come Carolina Rosi, Nicola Di Pinto e Massimo De Matteo, che si accordano perfettamente al ritmo dell'esecuzione, rendendo fruibile un prodotto artistico, un classico della nostra letteratura che, dalla lontana prima romana degli anni '40, si dimostra ancora prepotentemente efficace.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 22 Gennaio 2016 17:46 )  

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