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SOUNDRIGHTS: l'intelligenza artificiale entra nella gestione dei diritti musicali

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SOUNDRIGHT
L'A.I. al servizio della burocrazia musicale

SoundRights 1

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Ridurre la burocrazia legata alle licenze musicali attraverso tecnologia e l'intelligenza artificiale. È la sfida di SoundRights, la Licensing Automation Platform italiana nata per automatizzare procedure che ancora oggi obbligano organizzatori, locali e imprese a confrontarsi con regolamenti, documentazione e interlocutori differenti.

«Tecnicamente, dietro una procedura che per l'utente è molto semplice c'è un'infrastruttura che automatizza tutto il processo. L'utente compila la richiesta su SoundRights, inserendo le informazioni necessarie. A quel punto è SoundRights che si occupa di individuare le licenze necessarie, richiederle alle collecting coinvolte e gestire il processo fino all'ottenimento. Una volta ottenute, le licenze vengono raccolte e inviate direttamente all'utente, senza che debba occuparsi di gestire separatamente i diversi interlocutori. Dietro questa semplicità ci sono automazione, integrazioni e tecnologie che abbiamo sviluppato per gestire processi che, fino a oggi, richiedevano invece diversi passaggi manuali. E questo è un punto importante per noi: non abbiamo semplicemente digitalizzato una procedura esistente, abbiamo cercato di ripensare il processo dal punto di vista dell'utente.».Fabiano Buongiovanni, Co-Founder & CEO

La piattaforma permette di individuare dunque la licenza necessaria, confrontare le diverse possibilità, ricevere preventivi e gestire digitalmente l'intero iter amministrativo. L'intelligenza artificiale viene utilizzata soprattutto per automatizzare le operazioni ripetitive e facilitare l'interpretazione delle normative. SoundRights non nasce come alternativa alle collecting society, ma come infrastruttura indipendente capace di rendere più accessibili le loro offerte e di coordinare richieste, documenti e procedure da un solo ambiente digitale. Il progetto sviluppato da Simone Prandin e Fabiano Buongiovanni parte dall'esperienza diretta degli operatori: il vero ostacolo, secondo quanto emerso durante lo sviluppo della piattaforma, non sarebbe la volontà di evitare il pagamento dei diritti, quanto la complessità necessaria per comprendere come mettersi correttamente in regola. Una digitalizzazione che punta quindi a ridurre errori, tempi amministrativi e rischio di sanzioni, restituendo agli operatori maggiore controllo sull'utilizzo della musica. E noi italiani siamo pronti ad affidarci a sistemi artificiali forse più intelligenti e disciplinati di noi?

«Non siamo noi a dover dire se l'Italia è pronta. La risposta, in questo caso, ce la sta dando direttamente il mercato. SoundRights è stata messa sul mercato senza avere ancora avviato una vera attività di marketing e, nonostante questo, stiamo vedendo un utilizzo della piattaforma e una risposta da parte degli utenti che ci stanno sorprendendo per velocità e dimensione. Persone e operatori stanno iniziando a utilizzare spontaneamente uno strumento nuovo per gestire un processo che fino a ieri affrontavano in modo completamente diverso. E questo, per noi, è il dato più interessante: non stiamo cercando di convincere il mercato che questo approccio funziona attraverso una campagna di marketing. Stiamo osservando persone che lo stanno scegliendo spontaneamente. Stiamo generando numeri e una trazione che, per una startup appena arrivata sul mercato, rappresentano normalmente obiettivi che richiedono molto più tempo per essere raggiunti. Quindi non direi semplicemente che “l'Italia è pronta”. Direi che una parte del mercato ci sta già dimostrando di esserlo. E forse è proprio questo l'aspetto più interessante: quando una tecnologia riesce a risolvere un problema reale, non serve necessariamente spiegare alle persone perché dovrebbero utilizzarla. Se funziona, iniziano a utilizzarla».Fabiano Buongiovanni, Co-Founder & CEO

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Settembre 2026 16:35 )  

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