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OTTODIX: "Micromega" esce in VINILE

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OTTODIX
“MICROMEGA”
Edizione in vinile

OTTODIX cover

“Elettricità” - Official HD

Ristampa di grande classe per Alessandro Zannier che in arte ormai conosciamo OTTODIX. Che poi OTTODIX sia o meno un collettivo di artisti e di arti questo potrebbe essere un corollario ad un discorso che pare eludere la scena e l’autoreferenzialità ma pone come unico focus il bisogno di liberare l’espressione artistica e la sua essenza. “Micromega” è un disco socialmente importante oltre che musicalmente caratterizzante. Si parla dell’uomo su questa terra ed il nostro antropologo cibernetico lo osserva facendo uno screening intenso spostando la lente dalle particelle elementari fino al multiverso dove tutto, nella sua grandezza, torna ad essere elementare. Nel nuovo video di “Elettricità” diretto da Flavio Ferri (che ritroviamo alla produzione artistica di questo lavoro) si mette in evidenza ad esempio l’elettricità come tensione sociale che carica e muove e gestisce reazioni tra gli individui. Oggi “Micromega” è anche una ristampa in vinile ed il tutto si fa prezioso. La nostra intervista…

Ristampare in VINILE. Questo è il grande messaggio di OTTODIX. Che significato ha avuto per te questa nuova pelle di “Micromega”?
Beh, parlando di grandi messaggi, quello di Micromega sta più che altro nel cercare di darci una ridimensionata come uomini ricordandoci la nostra reale grandezza nel mondo della materia e del cosmo, dalle micro particelle ai sistemi di universi, e di ritrovare il senso della misura e ricollegarci alla realtà concreta delle cose. Riguardo al ristampare un album di questo tipo in vinile, lo scopo è quello di dargli il valore di un classico. Come per i libri o per i manufatti, qualcosa di deteriorabile e deperibile più lentamente, da consultare in una teca, poiché senza tempo. E’ ampiamente appurato che il bluff della durata perpetua del digitale è finito. I supporti cd si rovinano, i lettori non ci saranno più, i backup digitali ti costringono a aggiornare continuamente hard disk e computer, senza contare che la quantità di file audio si accumula nelle playlist in modo sempre più anonimo e confuso, anaffettivo, scollegato da qualsivoglia “casa” o recinto concettuale fatto di immagini, parole scritte e artwork a supporto. Insomma, un manufatto in analogico è per gli archeologi del futuro e Micromega, almeno, lo voglio lasciare come classico.

Ultimamente ti vediamo molto attivo sul fronte live… che bolle in pentola?
Abbiamo presentato in Slovenia, in diretta live nazionale nei prestigiosi studi di Radio Capodistria, “RadioStudioSessions 2009 > 2019”, una raccolta di session live inedite registrate negli anni in studio o per la stessa Radio Capodistria l’anno prima. Con questa scusa ripartiamo con una serie di date sia con brani dal nostro repertorio passato, che col Micromega, il cui spettacolo tra musica, fisica, astrofisica, filosofia e video, sta riscuotendo sempre maggiore interesse in teatri, luoghi storici, biennali e musei, soprattutto per la trasversalità di pubblico che riesce a raggiungere e la presa su di esso, davvero sopra ogni aspettativa . Lo porteremo a Trieste al Teatro Miela il 6 aprile (dove siamo in cartellone come evento di punta per un festival multimediale tra scienza, musica e arti visive che coinvolge l’intera città) con l’Ottodix Ensemble, composto da band e quartetto d’archi, ma anche nei club più a taglio indie rock come l’Arci Scuotivento a Monza, il 22 febbraio, poi seguiranno altre date in club e suggestivi concerti in forti, chiese sconsacrate e osservatori. 

Flavio Ferri si è rivelato essere un protagonista vincente per questo nuovo disco. Non è così?
Io e Flavio ci conosciamo da anni, da quando aprivamo i concerti ai DeltaV a fine anni ’90 e avevamo in programma di fare qualcosa insieme da secoli. Ricordo che ha iniziato lui dicendomi: “Se il prossimo non lo facciamo assieme mi offendo”!. Come fare a dire di no, soprattutto se si trattava di andare a Barcellona, dove lui vive, a farlo? Abbiamo lottato per ogni singola nota sui miei provini (si, perché io sono il produttore di me stesso da 6 album, quindi non porto certo un provino fatto di accordi di piano e una linea di voce, ma un brano prodotto dalla A alla Z…eravamo quindi due galli in un pollaio). E’ stata un’esperienza molto intensa, lui è un visionario come me e odia le regole e questo mi ha dato molto coraggio, perché ho sempre temuto la standardizzazione del mio prodotto. Ottodix ha tutti i difetti del mondo, può non interessare al mainstream o al grosso del pubblico, ma ha un unico grande pregio. “Suona” Ottodix al primo ascolto. Quella roba lì la faccio solo io così, e ci tengo, e Flavio non solo l’ha capito, ma l’ha migliorata. Non è poca cosa. Stiamo iniziando a lavorare al nuovo Ottodix (progetto esaltante!) con lui e con un altro produttore a Berlino molto bravo e versatile, Enrico Tiberi. Voglio lavorare con gente sana che vive fuori da questo guscio provinciale e continuare la sfida della musica in lingua italiana, ma con un sound e una visione sempre più internazionali. Con Flavio è possibile, poi è una persona leale e che sa godersi la vita e questo lo metto al primo posto tra i miei attestati di stima.

E veniamo all’arte figurativa… in questa pentola invece stai cucinando qualcosa?
In questa pentola sta bollendo di tutto. Invito intanto i vostri lettori a visitare la cosa più incredibile che ho fatto in vita mia, legata a “Micromega”, ovvero la versione “iper album”, l’espansione infinita che ho inventato attorno alle 9 canzoni dal micro al macro cosmo che lo compongono. www.micromegaproject.com è un’enciclopedia visionaria-scientifica illustrata da me, contenente una miriade di versioni audio a sottomultipli, a satelliti, a scatole cinesi, a ramificazioni, che viaggia in un ideale tunnel dal mondo delle micro particelle ai sistemi di universi. Le 9 canzoni, grazie anche all’aiuto di importanti ospiti (Madaski, Luca Urbani, Flavio Ferri, Laura Bisceglia violoncellista per Teho Teardo e Blixa Bargeld, Lele Battista e molti altri), hanno generato ciascuna 3 versioni diverse, che generavano a loro volta altre 3 sotto versioni sempre più minimali, per un totale di 117 tracce, 117 pagine e 117 illustrazioni (1+1+7 fa di nuovo 9, il cubo di 3). Ogni pagina-canzone rappresenta un soggetto naturale o della materia nel cosmo, catalogato e ordinato per grandezza, è dotato di un player e di informazioni scientifiche sul soggetto, attraverso link, ma ci sono anche schede di mie opere vere, disegni, con foto e dimensioni, testi di canzoni, riflessioni. Insomma una sorta di cervello di sinapsi in continua espansione che aggiorno periodicamente. Questo ha generato mostre anche internazionali e porterà i vari argomenti dell’album ad essere rappresentato tramite installazioni anche in futuro. Album e installazione di copertina sono stati presentati a Pechino nel 2016, il mega sito due volte a Berlino (COFFI Festival 2017 e una mostra-concerto il mese successivo a Prenzlauerberg), poi nel 2018 una mia personale all’Ospedale Nuovo di Sassuolo e un’installazione importante in una sala condivisa con Michelangelo Pistoletto, al Museo Archeologico di Piazza San Marco a Venezia, una sede di prestigio assoluto.
Micromega sta per tornare nel 2019 a Venezia con l’installazione “Under Pressure” dedicata alla distribuzione dell’energia e alle risorse planetarie e ad agosto per una collettiva a tema astronomico, alla Fondazione Bevilacqua La Masa, ma è in previsione anche una cosa importante in Brasile e forse un’altra in Cina. Insomma, faccio fatica a starci dietro, ma me la sono voluta e va benissimo così.

Domanda futuristica: stai pensando a nuove forme estetiche per la tua musica futura?
Mi cogli nel momento giusto. Si, credo che il prossimo album sarà una cosa abbastanza inedita e senza precedenti, come Micromega, ma diverso. Un altro viaggio, distinto da due mondi sonori molto netti, quello della forma canzone e quello degli ascolti astratti e immersivi più vicino alle installazioni sonore. Una sfida tra pop e avanguardia in cui la natura e l’uomo avranno sempre più peso nella mia ricerca di testi e di messaggi universali. Ma è presto per parlarne, quest’anno sarà fondamentale per sviluppare il nuovo cambiamento. Ottodix ormai, o cambia pelle ogni tre anni, o muore.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 07 Febbraio 2019 12:29 )  

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