EDOARDO PASTEUR
"DANGEROUS MAN"

Dietro le quinte americane c’è un cuore tutto italiano che spinge e da forma intelligibile ad una forma canzone che ormai da tanti anni impreziosisce, contamina e - oserei dire - condiziona la produzione artistica in ogni parte del mondo. Da Cohen a Dylan passando per la psichedelia dei Floyd e la letteratura di un Cormac MacCarthy (tanto per citarne solo alcuni). Edoardo Pasteur scrive e pubblica questo suo esordio dal titolo “Dangerous man”. Un esordio giunto a tarda età - se per esordio spesso pensiamo ai ragazzini alle prime armi. Pasteur trasforma la sua vita, da sportiva ad artistica musicale e da voce alle sue ispirazioni più totalizzanti e caratterizzanti recitando più che cantando testi in cui racchiude i suoi film, i suoi libri, la sua musica. Dalle mitologie greche alle pellicole storiche passando per colori rock, irish e assolutamente folk. Un disco che in se presenta tantissime pecche ma visto l’orizzonte assai impegnativo da raggiungere diciamo che la zattera di Pasteur ha retto bene alla mareggiata. Era un suicidio confondersi con mostri sacri di questo livello. Ma l’arte e l’espressione non possiamo rinchiuderla dietro una cattiva pronuncia o una produzione che ha delle ombre. C’è tanto altro dietro che deve venir fuori… c’è tanto altro che abbiamo la fortuna e - in qualche modo - il diritto morale di raccogliere. Buon ascolto a tutti.