LO YETI
"Le Memorie dell'Acqua"

Quanta delicatezza in questo primo disco de Lo Yeti. Grafico pubblicitario di professione, Pierpaolo MarconciniÂÂ (vero nome de Lo Yeti), con la collaborazione di Angelo Epifani alla produzione, da vita ad un bellissimo esordio personale dal titolo emblematico che suona così: “Le memorie dell’acqua”. Una canzone d’autore snella e flessibile, una voce ispirata…e in fondo, è ispirata ogni particella di questa scrittura. Sono 9 inediti che "suonano bene e suonano male", che “Anidride” è di ferro e “Intrepida” è di piuma, che la voce scivola dalle mani e le parole sono vapore e sono nuvole. I testi di Marconcini non sembrano fare pace con il bisogno commerciale di dire come stanno le cose senza giri di parole e quel che resta è un compromesso finto ed ipocrita con il bisogno di disegnare visioni e metafore per l’uso di chi come noi alle canzoni chiede evasione spirituale. Il lancio per i media lo fa il singolo “Amore Bufalo” che quasi all'impatto sembra tipoÂÂ “What's the Frequency, Kenneth?” dei REM - cioè come quando vedi di sfuggita qualcuno e ti somiglia a chi sai tu…e soltanto tu… - ma poi è una canzone indie di oggi e di certo non è tra le maggiori bellezze di questo disco. E “Rita” sembra che l’hanno scritta i Beatles, Lo Yeti lo sa e non fa niente per ripararsi dietro una scusa e porta a casa anche una tromba come si deve. E come “Anidride” anche “Sotto effetto della Luna” non cerca la bellezza digitale e la confezione industriale ma ci regala uno strumentale psichedelico anni ’60 di un minuto circa prima di far partire una voce che qui più che altrove somiglia al buon Francesco Sarcina (con le ovvio distinzioni del caso…tutte…). Il disco si chiude con una spettrale “Uomo” che hai una scrittura spigolosa, di quelle che poi vanno in settima troppo spesso, di quelle poi si calmano appena per arrivare alla fine intrecciando un messaggio importante e, come in questo caso, riuscendolo a restituire senza fare sconti di stile. Elettronica e suono suonato. Lo Yeti tra i boschi della sua fantasia fa sentire un urlo sottile…solo per chi ha orecchie utili e libere dalla plastica delle ridicole industrie.