CIELI NERI SOPRA TORINO
"CNST"

La firma di pubblicazione a cura di OrzoRock Music ci proietta subito in uno scenario di quartiere, di rock acerbo, di new wave metropolitana…ma soprattutto ci teletrasporta in un mondo fatto di storie urbane e sociali che partono dal basso, da energie autentiche e prive di formalismi e cliché di maniera per il grande commercio. Ed infatti dal primo brano di questo disco intitolato “CNST” capiamo di non aver sotteso inutilmente le aspettative: il suono dei Cieli Neri Sopra Torino è rozzo, grezzo, mal lavorato, lasciato li come si poggia per distrazione qualcosa a cui si da apparentemente poca attenzione…la voce cantilenante porta alla luce qualcosa di se che è intimo e sovversivo, che è rabbia e denuncia. Poi alla fine sappiamo sempre come va a finire la storia di questo nostro bel paese e tra le righe questo disco lo dice chiaramente. Si parla di Torino, ma la provincia sono anche i quartieri, sono le persone e sono la mani nude di chi crea e inventa le proprio forme di espressione. La rete poi ci restituisce due clip ufficiali di questo progetto che va consumato in notti di psichedeliche introspezioni. Il primo che abbiamo trovato è “Pensiero mattutino” che è parte integrante di una scena indie ormai divenuta quasi di moda…e dentro c’è uno scenario di fabbriche, di solitudine, di se…la quotidianità che si ripete ciclica senza guizzi o scossoni di fantasia e l’arrangiamento un po’ grunge e un po’ “casual” sembra demarcare questa ipnotica ripetizione degli eventi…e tra le righe c’è l’occhio esperto di chi sa catturare il momento unico e diverso. E poi, sempre in rete, c’è “La morte non avrà i tuoi occhi”, una clip finalista al concorso MUSICALUCE dove preziosi reperti video dell’Istituto Luce sommati a scenari antidati per una coerenza e un’amalgama. Certo questo non è uscito benissimo ma di nuovo gli elementi ci sono tutti…la cantilenante orchestrazione di drumming e di rock, questa volta il ritorno, il mare, l’uomo contro la natura in un inciso largo dai contorni indefiniti che si appiccica addosso, alla memoria e al gusto. “CNST” ha la forza di non sembrare quello che non è e non ha alcun peso di dover dimostrare niente. È un disco neanche troppo giovane che può rivendicare un equilibrio spirituale più che tecnico. Brano come “Cugino” non sembrano suonare benissimo ma attenzione a non confondere lo sporco della libertà con la ruggine delle intenzioni. Un disco psichedelico come la cantilena della nostra quotidianità.